La scoperta del paesaggio della “Gioconda”

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4 febbraio 2013

URBINO – Rosetta Borchia e Olivia Nesci, autrici del  volume Codice P. atlante illustrato del reale paesaggio della Gioconda, edito da Electa, presentano la conferenza di approfondimento “La scoperta del paesaggio della Gioconda nei territori dell’antico Ducato di Urbino”.
L’incontro si terrà proprio tra le colline del Montefeltro, presso URBINO Resort (sala conferenze) nella Tenuta Ss. Giacomo e Filippo, domenica 10 febbraio 2013 alle ore 17 (segue aperitivo) ed illustrerà i luoghi reali dell’antico Ducato di Urbino, ripresi da Leonardo da Vinci nel suo celebre capolavoro.

La conferenza si inserisce nell’ambito degli eventi sul tema CONSERVA IL PAESAGGIO, promossi da URBINO Resort al fine di contribuire alla valorizzazione del territorio nel rispetto dell’ambiente e delle sue radici storiche. La Tenuta  Ss. Giacomo e Filippo nel bacino idrografico del fiume Foglia è infatti sito di Importanza Comunitaria (SIC) della Provincia di Pesaro e Urbino, sottoposto a costante salvaguardia, conservazione e recupero, ed è caratterizzato da colline marnoso-argillose, boschi, pianure fluviali e maestose querce secolari. Un area di 360 ettari, di proprietà della famiglia Bruscoli, che è la consacrazione di un culto agricolo reiterato da generazioni e grazie al quale la tradizione rinascimentale delle colture si tramanda e si rinnova nella terra vineata, nel viridarium e nelle ricche piantagioni.
Una parte di queste terre apparteneva per altro alla nonna paterna di Raffaello Sanzio, Isabecta De Lominis, madre di Giovanni Santi, ed è certa la frequentazione di questi luoghi da parte del Duca di Montefeltro, che qui aveva il suo casino di Caccia.

Le due “cacciatrici di paesaggi” Rosetta Borchia, pittrice-fotografa di paesaggi e Olivia Nesci, geomorfologa dell’Università di Urbino, da tempo indagano sui luoghi che ispirarono alcuni pittori rinascimentali, riconoscibili nel territorio del Montefeltro. Mentre gran parte degli storici dell’arte riteneva che si trattasse di vedute immaginarie, le loro ricerche dedicate prima a Piero della Francesca e poi a Leonardo da Vinci, dimostrano di poter collocare geograficamente i paesaggi dipinti dai maestri. Le studiose hanno iniziato anche l’indagine su Raffaello e ne daranno alcune anticipazioni in occasione della conferenza, non a caso ad URBINO Resort, frutto della ristrutturazione di un antico borgo rurale su territori che certamente dovevano essere familiari al pittore nostrano.

La conferenza sarà l’occasione per raccontare le scoperte, documentate nell’atlante Codice P, riguardanti i particolari dello sfondo della Gioconda messi a confronto con le foto del paesaggio reale del Ducato di Urbino. Attraverso una metodologia scientifica, le studiose mostrano come Leonardo abbia utilizzato il metodo della compressione sopra un’estesa veduta aerea del Montefeltro per poterla contenere tutta in una tela ridotta.
Grazie alle moderne tecnologie, tale metodo d’indagine, impiegato per la prima volta per l’analisi dei “luoghi d’arte”, rappresenta un settore innovativo nelle ricerche di Geomorfologia Culturale e Archeologia del paesaggio e pone le basi scientifiche per indagini future non solo limitate ai territori del Montefeltro.


2 Commenti to “La scoperta del paesaggio della “Gioconda””

  1. Emilio Lazzeri scrive:

    Se interessa posso mettere a disposizione uno studio che dimostra che il paesaggio della Gioconda si trova a valle di Firenze, negli attuali Comuni di Signa e Lastra a Signa. Non è necessario fare alcuna “compressione”, poichè il tutto sembra quasi una fotografia ripresa dall’alto “a volo d’uccello”.
    In un articolo di TusciMedia.com del 22.01.2013 il critico d’Arte prof. A. Giulio Niccoli riporta:
    “Molti storici sono ormai convinti che il Masso della Gonfolina, assieme all’Arno e il ponte di Signa, sia perfettamente dipinto dietro il capolavoro della Gioconda”.
    Disponibilissimo per approfondimenti sull’argomento.
    Emilio Lazzeri

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