Scavo, arbitri e ultimi minuti: tutto da rifare

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4 febbraio 2013

PESARO – Tutto da rifare. La vittoria di un punto al supplementare colta dall’Angelico Biella sul campo di Caserta ha riaperto completamente il campionato nei piani bassi della classifica, dopo l’ultima pausa per le Final Eight di Coppa Italia si andrà avanti con uno sprint lungo dodici partite da qui al 5 maggio, con il discorso salvezza che interesserà solamente quattro formazioni: Montegranaro a quota 10 e Pesaro, Avellino e Biella a quota 8. Un vero peccato le due occasioni perse dalla Scavolini Banca Marche nelle ultime trasferte, dove la Vuelle ha avuto sia a Roma che a Venezia il pallone per portare a casa una vittoria che avrebbe cambiato di molto il cammino dei ragazzi del presidente Del Moro, ma qualche decisione arbitrale avversa e un paio di ingenuità commesse dai biancorossi, non hanno consentito alla Scavolini Banca Marche di strappare i due punti, adesso ci sono quindici giorni per recuperare i vari acciaccati e continuare nella ricerca di quell’amalgama che Markovksi ha pian piano costruito nell’ultimo mese.

Un momento di Scavo-Cimberio. Foto Fraternale Meloni

La pausa sarebbe anche un’occasione per guardarsi intorno e compiere l’ultima mossa di mercato consentita dai regolamenti: la necessità di prendere un rinforzo sotto canestro è ormai talmente evidente che non capiamo come Montini ed Ebeling possano affermare di poter andare avanti in questo modo per i prossimi tre mesi, così come non è più ammissibile potersi permettere il lusso di un americano che non segna mai e che non gode della completa fiducia del suo allenatore. Possiamo capire le difficoltà di liberarsi di un contratto garantito come quello che ha in mano Torey Thomas, ma per il bene della Vuelle e dei suoi 4000 fedelissimi è necessario compiere l’ultimo sforzo per andare a prendere quel lungo che dalla rinuncia a Valerio Amoroso manca tremendamente alla Scavolini Banca Marche, i soldi in cassa non saranno tantissimi ma occorre spenderli fino all’ultimo centesimo per cercare di evitare la Legadue.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

A Roma la gestione delle ultime azioni era stata criticabile con Barbour che aveva affrettato una conclusione da tre e Cavaliero che non era riuscito ad effettuare l’ultimo tiro prima della sirena, ma la conduzione dell’ultimo minuto della sfida contro Venezia è stata perfetta con Stipcevic che sotto di due con 17 secondi a disposizione ha fatto la cosa più logica andando a procurarsi un fallo per andare in lunetta e cercare di portare l’incontro al supplementare dove la squadra in rimonta solitamente riesce a portare a casa i due punti, l’unico problema è stato che il tuo miglior tiratore ai liberi con oltre il 90% di media ha sbagliato il primo tiro e non è riuscito a fallire il secondo per cercare un tap-in.

Ma come è possibile rischiare di vincere prendendo 17 rimbalzi in meno degli avversari, tirando malissimo da tre e dalla lunetta e rimanendo sempre sotto nel punteggio? Si poteva portare a casa la vittoria perché pur con tutti i suoi numerosi difetti, questa Vuelle è ormai diventata una squadra vera, capace di non mollare mai anche quando finisce sotto nel punteggio, merito certamente del lavoro svolto da coach Markovski che è riuscito a dare un’identità difensiva alla squadra (70 la media punti subiti nelle ultime quattro uscite) per sopperire ai limiti offensivi di un gruppo che ha due sole bocche da fuoco certe (Stipcevic e Barbour), un paio di giocatori dal rendimento troppo altalenante (Crosariol e Cavaliero), un americano che tira solamente da fuori (Mack) e un altro che ancora non riesce a trovare il suo ruolo all’interno degli schemi (Kinsey), se si aggiungono due atleti che per trovare il canestro devono seguire i segnali luminosi (Flamini e Thomas) e altri due che sono o troppo lenti (Bryan) o troppo giovani (Amici), si può capire perché quello biancorosso è il peggiore attacco del campionato che se riesce a superare quota 70 ottiene già un gran risultato. Le ultime quattro partite giocate dalla Vuelle fanno comunque ben sperare per il proseguimento della stagione perché le due vittorie ottenute negli scontri diretti con Avellino e Biella e le due sconfitte arrivate in volata su campi di formazioni più in alto in classifica hanno dato dei segnali positivi alla tifoseria pesarese, dopo un mese di dicembre orribile dove la Scavolini Banca finiva regolarmente spazzata via dagli avversari senza un minimo accenno di reazione. La salvezza passerà dalla risoluzione dei suoi due principali problemi: i rimbalzi e Tarence Kinsey. Se per risolvere la cronica carenza sotto i tabelloni si dovranno anche aspettare le decisioni della società sul mercato con l’ingaggio ormai indispensabile di un rinforzo, sul rendimento del numero 21 pesarese toccherà a Zare Markovski compiere il passo decisivo, cercando di convincerlo a diventare la terza punta di una Vuelle che ha bisogno di un ulteriore realizzatore da affiancare a Stipcevic e Barbour, per un giocatore non abituato ad essere una stella ma un ottimo gregario non sarà semplice cambiare mentalità, anche se oltre ad alzare la sua media punti, Kinsey dovrà continuare a dare una mano a rimbalzo e in fase difensiva.

 

I PIU’ ……

Spirito di gruppo: Sempre sotto nel punteggio, la Scavolini Banca Marche non si arrende mai ma cerca di rientrare un punticino alla volta per giocarsi tutto nella volata finale, sintomo di un gruppo unito che vuole credere nella salvezza, un peccato non essere riusciti a portare il match all’overtime, dove Pesaro avrebbe potuto tranquillamente dire la sua.

Antwain Barbour: Non è la faccia tosta che manca all’ala biancorossa capace di prendersi anche tre tiri nella stessa azione, sotto la guida di Markovski ha limato qualche eccesso di troppo, rimanendo comunque una pedina fondamentale nello scacchiere offensivo biancorosso.

Difesa: Se gli avversari tirano col 39% qualche merito deve averlo anche la difesa pesarese brava nei raddoppi sui centri avversari ed attenta sulle linee di passaggio, continuare a tenere gli avversari sui 70 punti è fondamentale per raggiungere la salvezza.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA VENEZIA – PESARO

Rimbalzi: 43 a 26, ma soprattutto su 34 palloni disponibili sotto il proprio tabellone la Vuelle ne concede addirittura 18 ai veneziani contro i soli 16 conquistati dai biancorossi, tutta la squadra è colpevole dai centri che non fanno il tagliafuori, ai playmaker poco attenti sui palloni vaganti, urge trovare un rimedio ad un male atavico di questa Scavolini Banca Marche

Tiri liberi: Pazienza se il tuo centro ne sbaglia due, se il tuo miglior realizzatore ne fallisce altrettanti e se il tuo under 21 fa zero su due, ma veder svanire un supplementare per un errore fondamentale del tuo miglior tiratore dalla lunetta, ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi pesaresi.

Torey Thomas: 2,1,1,0,0 questi sono i punti realizzati dall’americano della Vuelle nelle ultime cinque partite, finché nel basket conterà fare un punto in più del tuo avversario proseguire fino a maggio con Thomas è un lusso che Pesaro non può permettersi.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

Cadono le prime classifica nei big match in programma in questo diciottesimo turno, Varese perde nettamente a Siena nel posticipo e Sassari inciampa contro Cantù rinfrancata dall’arrivo di Mancinelli, sconfitta anche Roma sul campo della sempre più sorprendente Reggio Emilia, mentre Milano rifila 51 punti ad Avellino, Cremona raggiunge la salvezza virtuale battendo in casa Brindisi, mentre Bologna rompe un digiuno che durava da oltre un mese vincendo in volata contro Montegranaro, ma il colpo di giornata lo fa Biella espugnando Caserta di uno al supplementare.

 

3 Commenti to “Scavo, arbitri e ultimi minuti: tutto da rifare”

  1. Fabrizio scrive:

    Più che la vittoria di Biella quello che ha scompaginato le carte è stato il fischio del signor Mattioli di
    Pesaro, che ha invertito un fallo nel momento in cui la Scavo avrebbe vinto la partita. Cosa ha voluto
    dimostrare Mattioli onestamente non lo so, ma sarei soddsfatto se fosse lui stesso a dirlo. Forse si aspetta
    un premio dall’Aia o forse un’ulteriore promozione fino all’eurolega, ma di fondo resta il fatto che ha
    commesso un erroraccio che ha danneggiato i biancorossi negandogli un successo che era molto vicino
    al concretizzarsi. Se non fischiava nulla forse era meglio, ma quello che fa arrabbiare è che ha voluto
    fare il protagonista anticampanilista, ha sbagliato di brutto ed ha fatto incazzare tutti i pesaresi.

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