Niente Cassa integrazione per i lavoratori licenziati

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5 febbraio 2013

PESARO – Licenziati e mazziati. Inizia così il comunicato di denuncia della Cgil, che lamenta anche il blocco degli incentivi per le assunzioni con gravi conseguenze per le aziende con meno di 15 dipendenti e il mancato decreto per finanziare la cassa integrazione in deroga.

I lavoratori licenziati individualmente per “giustificato motivo oggettivo” (ad esempio per mancanza di lavoro) non potranno più richiedere l’iscrizione nelle liste di mobilità. E’ l’allarme lanciato dalla Cgil che punta il dito sulla legge di stabilità che non contiene la normativa che doveva prorogare per questi lavoratori l’accesso alle liste di mobilità.

“A peggiorare ulteriormente la situazione dei lavoratori, come ribadito anche dalla Circolare Inps n. 13/2013 – spiega Loredana Longhin della segreteria provinciale Cgil – è la mancata norma che consentiva alle aziende che avessero assunto un lavoratore a partire dal 1 gennaio 2013 di godere degli speciali incentivi consistenti nell’abbattimento degli oneri previdenziali nella stessa misura prevista per gli apprendisti”.

“Va da sé – prosegue – che con questa normativa un consistente numero di lavoratori licenziati dal 31 dicembre 2012  da aziende con meno di 15 dipendenti, vedrebbe ridotta la possibilità di essere assunto per mancanza di incentivi. Questo problema coinvolge anche i lavoratori inscritti nella mobilità in base alla legge n. 236 negli anni precedenti al 2013 e ancora presenti nelle liste, per i quali  l’Inps non erogherebbe gli incentivi in caso di proroga o trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a termine in atto. Tutto ciò determina che molte aziende non stanno rinnovando né trasformando i rapporti di lavoro in scadenza, temendo di non poter più avere diritto agli sgravi contributivi. E’ chiaro che se venisse confermato quanto previsto nella legge di stabilità, si determinerebbe un ulteriore aggravamento della crisi del mercato del lavoro che è già pericolosamente in atto, creando ulteriori problematiche per i disoccupati che non percepiscono alcun sostegno al reddito e  si penalizzano oltremodo le aziende disponibili ad assumere in un momento così difficile”.

“Non è in questo modo che si può far ripartire l’economia – conclude Longhin – e diminuire la disoccupazione che nel nostro territorio ha raggiunto cifre da record. E’ necessario chiedere un atto interpretativo o un provvedimento “ad hoc” al governo perché anche per il 2013 sia prevista la proroga delle iscrizioni nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati in aziende con meno di 15 dipendenti e  la concessione di sgravi contributivi per questa categoria di lavoratori per tutto il 2013. Per modificare questi provvedimenti serve il contributo di tutti i soggetti, a partire  dalle Regioni, delle organizzazioni sindacali e  tutte le associazioni di categoria. Come se non bastasse, a questo problema se ne aggiunge un altro: ad oggi non è stato ancora firmato il decreto di assegnazione delle risorse per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, ciò significa che l’Inps non può  pagare le casse integrazioni in deroga”.

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