Addio a Benito Severi, “un combattente per i diritti del lavoro”

FOSSOMBRONE – Addio a Benito Severi, figura storica del Partito comunista italiano. Scomparso martedì all’età di 87 anni, con lui – scrive giustamente il Carlino di oggi – se ne va un pezzo importante della storia politica e sindacale di Fossombrone e non solo.

“Era un combattente per i diritti – così lo ricorda Renzo Savelli, consigliere provinciale di Rifondazione nonché amico di lunga data –: sì, questo essenzialmente è stato Benito Severi, un combattente per i diritti del lavoro. Dopo il ‘91 abbiamo preso strade diverse, lui è rimasto nell’ex Pci, poi diventato Pds, Ds e infine Pd, io invece ho aderito a Rifondazione, ma questo ovviamente non vuol dire nulla, i nostri rapporti non ne erano stati minimamente intaccati”.

Nato a Montevecchio della Pergola nel 1926, dotato di intelligenza, volontà e iniziativa, subito dopo la guerra Severi aveva aderito al Pci ed era diventato un dirigente della Cgil prima a Fossombrone, dove tra le battaglie più importanti guidò quella in favore delle filandaie, e poi a Fano, città in cui ricoprì il ruolo di segretario della locale Camera del Lavoro e dove si batté per le lavoratrici degli ortaggi “perché non si applicavano le tariffe, venivano trattate come schiave” (così lo stesso Severi in un’intervista rilasciata ad Alessandra Arduini e rintracciabile in rete sul sito della Biblioteca archivio Vittorio Bobbato di Pesaro).

Dalla redazione di pu24.it le condoglianze a familiari, amici e parenti.

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