Cosap, Minardi: “Nessuno pagherà più del dovuto”

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12 febbraio 2013

PESARO – Bocciato dal consiglio provinciale l’ordine del giorno presentato dal Pdl con il capogruppo Antonio Baldelli e Vladimiro Perlini sul canone per l’occupazione degli spazi e delle aree pubbliche (voto a favore per Udc e Giannotti; contraria tutta la maggioranza). Baldelli parla di “gabella iniqua”: “L’applicazione della Cosap praticata dalla Provincia è illegittima. Non si sono considerati i coefficienti moltiplicatori. E non si è distinta l’utilità che ogni attività imprenditoriale ricava dall’occupazione del suolo pubblico. I ciabattini non si possono equiparare ai titolari dei centri commerciali. Evidentemente servivano risorse all’Ente per sopravvivere”. Di qui, le richieste del Pdl: “Sospendere la Cosap e applicarla solo dopo aver previsto coefficienti per specifiche attività esercitate dai titolari delle concessioni; modulare il canone in base al valore economico” e “in ogni caso, rimettere nei termini chi ha ricevuto gli avvisi di pagamento”.

Ma gli uffici della Provincia notano che “il coefficiente è già stato incorporato nella tariffa”. Non solo: “Non è corretto sostenere che è stato riscosso il canone solo dal 2012: già a partire dal 1999 risultano censiti e gestiti circa 10mila utenti”. E l’assessore Renato Claudio Minardi vuole puntualizzare: “Baldelli sta con i cittadini che pagano regolarmente o con chi non si è messo in regola? Noi ribadiamo la correttezza e la regolarità delle procedure. Prima di partire con l’incarico al concessionario e con il recapito degli accertamenti, c’è stata una grande opera di comunicazione sul territorio. Con una ampia fase di oltre 3 mesi, nel 2011, in cui ai cittadini è stata data la possibilità di regolarizzare le proprie posizioni senza incorrere nelle sanzioni”. L’assessore ricorda “gli incontri con le associazioni di categoria e le società di gestione degli impianti pubblicitari”, la distribuzione “porta a porta dell’informativa che consentiva ai cittadini di poter regolarizzare eliminando le sanzioni”. Cita la circolare del ministero dei Trasporti con “l’indicazione del censimento e verifica della messa in regola dell’impiantisca pubblicitaria, o relativa sanzione”. In più: “Non possono esserci figli di un Dio minore”. E va avanti: “Nessuno dovrà pagare più del dovuto, se ci sono errori nelle cartelle saranno sanati. I 120 giorni di sospensione saranno utilizzati dal concessionario per la valutazione delle casistiche diversificate, che necessitano di approfondimenti specifici. Chi ritiene di essere a posto può sospendere i termini (un centinaio i casi di sospensione già accolti, ndr)”. Insomma, secondo l’assessore, “saranno tutelati i cittadini che si sono attivati in buona fede”.

Non passa neanche l’ordine del giorno sottoscritto da Roberto Giannotti (Gruppo Misto) e Marcello Mei (Udc), votato anche dal Pdl,  per la “non applicazione delle indennità di occupazione e installazione abusiva, con relative sanzioni, in attesa della modifica del regolamento per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni”.

Da una parte Giannotti sottolinea “l’impatto del provvedimento nei cittadini, per l’imposizione della tariffa e il recupero quinquiennale”, chiedendo “in questa prima fase, di procedere all’imposizione del tributo cancellando tutti gli oneri accessori, indennità e sanzioni”. Dall’altra il capogruppo Pd Daniele Tagliolini la pensa diversamente: “Ci sono 10mila cittadini della provincia che pagano regolarmente. Attraverso questa operazione valorizziamo il nostro patrimonio stradale, mettendo tutti sullo stesso piano”. Poi nota: “E’ normale che in questa fase ci siano posizioni accertate dove viene riscontrata la buona fede. E a questi soggetti le sanzioni devono essere tolte”. Infine, si rivolge ai banche della minoranza: “Condoni edilizi, paradisi fiscali, elusione, abolizione del falso in bilancio sono state le parole cardine del modello politico che ha caratterizzato gli anni del governo Berlusconi. Perequazioni fiscale, socio-economica ed amministrativa dovrebbero invece essere le linee che guidano tutti gli amministratori pubblici”.

Alla fine, l’assemblea approva il documento Pd-Idv–Rc (contrari Pdl, Udc e Giannotti), che recita così: “Recupero delle somme dovute, tenendo contestualmente conto di tutte le situazioni nelle quali i cittadini si sono comunque in buona fede attivati, direttamente o indirettamente, per ottenere le autorizzazioni”. Per eliminare le loro sanzioni, “in modo che nessuno paghi nulla più del dovuto”.

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