Fotografia, nient’altro che “pro” per Giacomelli e Ghirri

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12 febbraio 2013

PESARO – “Pro e contro. Due incontri dedicati alla fotografia contemporanea”, evento tenutosi l’8 e il 9 febbraio presso l’inusuale e suggestiva location della Mototeca Benelli a Pesaro, ha riscosso un successo di pubblico incredibile, superando ogni più rosea aspettativa dell’ente organizzatore, l’Associazione Centrale Fotografia: l’afflusso testimonia come iniziative così profonde e di ampio respiro (seppure non siano di facile comprensione e richiedano notevole attenzione da parte della platea) coinvolgano un pubblico trasversale composto non solo da addetti ai lavori, ma anche fatto di numerosi entusiasti, appassionati di fotografia, arte, cultura.

 

Foto di Luciano Serafini - Diego Mormrio e Tano D'Amico a Pesaro

“Pro e contro” trova le sue radici nella mostra“Paesaggi. Luigi Ghirri – Mario Giacomelli” svoltasi presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro nell’estate del 2010. I relatori Diego Mormorio, filosofo, saggista e storico della fotografia, e Tano D’Amico, noto fotoreporter, nel delineare una nuova interpretazione critica e nell’affrontare meriti e punti deboli dei due miti della fotografia italiana, hanno inevitabilmente ceduto all’amore per i due fotografi, non riuscendo a trovare nessun “contro” realmente convincente e indulgendo in appassionatissimi “pro”, dettati da evidenti ragioni del cuore.

 

Esuberante, vulcanico e acuto Diego Mormorio, pacato, intimista e poetico Tano D’Amico, entrambi gli intellettuali hanno impresso la propria personalità e sensibilità nel raccontare i due fotografi: Mario Giacomelli è stato definito da Mormorio come un “giardiniere”, un uomo capace di custodire le tradizioni rurali e allo stesso tempo di intervenire sul reale, trasfigurandolo, mentre D’Amico ha paragonato i solchi aspri delle campagne immortalate dal fotografo senigalliese ai quadri di Paul Klee; Mormorio ha inoltre insistito sulla lontananza di Ghirri dall’arte concettuale, soprattutto da quella più sterile e intellettualistica, descritta in toni decisamente umoristici, mentre D’Amico, il cui lavoro fotografico personale è profondamente sociale e “impegnato”, ha parlato della profonda umanità del fotografo emiliano, allargando il discorso all’analisi della società e alla capacità dell’arte di cambiarla.

 

L’intuizione di Centrale Fotografia in collaborazione con  “Amici in Pescheria”, Omnia Comunicazione e Stamperia Benelli, – creare un evento a metà strada tra l’Emilia industriale di Ghirri e le campagne senigalliesi di Giacomelli per avere la migliore prospettiva su entrambi i fotografi – si è rivelata vincente: Pesaro è stata l’epicentro di una riflessione che ha spaziato dagli aspri campi arati in cui Mario Giacomelli narrava, con un bianco e nero drammatico e dalla forte matrice grafica, la dura vita e la sofferenza del mondo contadino, all’Emilia condominale di Ghirri, dove la provincia cercava, il più in fretta possibile, di scrollarsi di dosso il retaggio contadino per cercare una nuova identità nel consumismo e nella vita cittadina.

 

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