I coach pesaresi a lezione da Lucio Zanca

PESARO – “Team coaching: talento e condivisione per costruire una squadra”. E’ il tema di una serata molto interessante che gli allenatori di basket della provincia hanno vissuto in compagnia di Lucio Zanca. L’ex allenatore del settore giovanile pesarese, poi general manager della Vuelle, ma anche di Virtus Bologna, Sutor Montegranaro e Armani Jeans Milano, ha intrattenuto gli ex colleghi che hanno voluto partecipare all’appuntamento ospitato nel salone di Palazzo Gradari.

Lucio Zanca

Lucio Zanca (foto tratta dal web)

Zanca è impegnato fa tempo in questi incontri che assegnano punti Pao. La prossima settimana incontrerà gli allenatori del Trentino Alto Adige, a metà marzo sarà a Perugia per un analogo incontro con gli allenatori umbri.

L’incontro di lunedì sera ha offerto l’opportunità di un incontro tra l’ex e l’attuale allenatore della Scavolini Banca Marche, Giampiero Ticchi e Zare Markovski, legati da reciproca stima. I due si sono salutati e parlati, mentre gli altri coach presenti (fra questi Umberto Badioli, già assistente di Ticchi e adesso di Markovski, e Stefano Cioppi).

Anche la pallacanestro vive un momento delicato, come evidenziato dalle difficoltà economiche di Montegranaro e Caserta. La crisi che sta creando difficoltà alle famiglie italiane non poteva ignorare lo sport. Si salva solo il calcio di vertice, esclusivamente grazie ai ricchissimi contributi che riceve dalle televisioni private, da Sky e Mediaset in particolare.

Eppure – leggendo i comunicati della Legabasket e ascoltando le dichiarazioni del nuovo (vecchio) presidente della Federazione Italiana Pallacanestro – sembrerebbe di vivere in un clima felice. Già, si esalta la “ricettività verso gli sponsor”, perché secondo il primo Rapporto Basket&Business, esaltato dalla Lega, “il pubblico del campionato di basket di Serie A è il più ricettivo verso gli sponsor”. Per carità… Sarà anche così, ma credete che uno sponsor sia entusiasta di sponsorizzare una squadra di basket se la finale di Coppa Italia è vista in diretta – sommando i telespettatori che l’hanno seguita sulle due emittenti LA7d e Sportitalia 1 – da 200.000 persone? La finale della Copa del Rey, tra Barcelona e Valencia, a cui ha assistito Re Juan Carlos, che si è sorbito i fischi dei baschi all’inno spagnolo, ha avuto un pubblico di 1.989.200 appassionati, o comunque interessati, e le quattro giornate hanno fatto registrare 5.983.400 telespettatori spagnoli ed è stata trasmessa in oltre cento paesi di quattro continenti, compresi quelli più interessati alla pallacanestro (Argentina, Brasile, Cina, Croazia, Francia, Grecia, India, Serbia, Turchia, Stati Uniti d’America).

Visto che ci siamo, e il confronto fa male a chi ama il basket italiano, a Vitoria hanno registrato. Alle Final Eight di Coppa Italia sono stati venduti circa 25.000 biglietti, con una presenza media di di poco più di 8.000 spettatori a giornata. In Spagna, i biglietti venduti sono stati 100.205, con una partecipazione media di 14.315 a partita. E le immagini mostravano una Fernando Buesa Arena, uno dei palazzi dello sport più belli d’Europa, gremita. Alla finale, malgrado l’eliminazione la sera prima della squadra di casa, la Caja Laboral, hanno assistito 14.120 spettatori.

La differenza tra le due leghe è evidente già collegandosi ai due siti internet: provate a entrare in legabasket.it e poi e a passare su acb.com… vi renderete conto che sono due mondi agli antipodi. Altro che esaltarsi perché il pubblico di serie A è il più ricettivo…

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