Ladri pentiti le rispediscono l’iPhone rubato a casa

di 

12 febbraio 2013

RIO SALSO – Onesti o disonesti pentiti? Chissà. Fatto sta che quanto accaduto alla nostra collaboratrice Laura Macchini è una rarità in una società dove furbi, furbetti, furfanti e furfantelli spesso sono più numerosi dei buoni e giusti. Così ritrovarsi nella cassetta della posta l’iPhone nuovo di pacca rubato qualche giorno prima non può che essere preso come una notizia degna di essere celebrata.

Laura Macchini con l'iPhone restituitole a mezzo posta

Laura Macchini con l'iPhone restituitole a mezzo posta

A raccontare l’accaduto proprio Laura, residente assieme al marito a Tavullia. “Due sabati fa vado a cena con la famiglia in un locale di Borgo Massano – rivela – Finito di mangiare, mi alzo per andare a pagare e i miei mi seguono, uscendo dal locale. Saldato esco anche io, ma mi accorgo subito di aver lasciato il mio telefono, un iPhone 5 nuovo di negozio, ricevuto in regalo a Natale, sul tavolo. Il tempo di rientrare e il telefono era sparito”.

I sospetti si indirizzano su una giovane coppia seduta al tavolo a fianco: “Agitata, chiedo gentilmente al titolare di prestarmi il suo cellulare per poter chiamare il mio numero ma già l’avevano spento. A quel punto ho cominciato a chiedere agli alti clienti se l’avessero visto, anche se oramai avevo realizzato chi potesse averlo preso. Infatti la coppia seduta al tavolo di fianco al mio era sparita. Un ragazzo mi si avvicina e mi dice: “Guarda che come sei uscita anche quella coppia si è alzata: lui è uscito subito, lei ha fatto una gran piazzata per pagare il conto dicendo che aveva fretta di andarsene”. Quando io sono tornata lei era ancora lì, ho provato a chiedere qualcosa, ma se ne è andata senza darmi risposta. Tutti mi facevano cenno che l’avevano preso loro, però io avevo sospetti e non prove… non è che potevo perquisirli o bloccarli”.

Laura Macchini, una volta a casa, racconta di esserci collegata tramite computer all’applicazione ad hoc della Apple e di aver bloccato tramite quella il prezioso smartphone. “Siccome c’è anche la possibilità di lasciare un messaggio sul telefono, con poca fiducia ho scritto di riportarlo o al ristorante o di inviarlo al mio indirizzo. Il giorno dopo vado dai carabinieri per fare denuncia e raccontare il tutto… nel frattempo mi sono ricomprata un telefonino e ho riattivato il mio numero. Poi ho bloccato il numero IMEI del cellulare presso un centro Tim. Morale, ho fatto tutto quel che potevo, ma del telefono niente. Molti mi continuavano a dire di andare a casa di questi a chiedere spiegazioni, ma come potevo senza prove accusarli? E così mi sono messa il cuore in pace e amen… del resto meglio questa disgrazia che avere i ladri in casa”.

Ieri mattina la sorpresa a mezzo posta: “Proprio stamattina arriva, come ogni giorno, il postino e vedo una busta gialla imbottita intestata a me. Siccome avevo comperato un oggetto su eBay, pensavo fosse quello… non vi dico il mio stupore nell’aprirla e trovarci il mio telefono, scarico naturalmente ma sano”.

Conclusioni: “Ora non so a cosa credere. Di sicuro mi è stato sottratto, altrimenti l’avrebbero lasciato sul tavolo, magari acceso. Ma vedendo che non avrebbero potuto utilizzarlo hanno avuto la buona creanza di rimandarmelo. Che dire: tutto è bene quel che finisce bene. Sembra una stupidaggine, qualcuno potrebbe dire capirai per un telefono… la realtà è che il telefono per ognuno di noi è un pezzo di vita: io li ho tutto, contatti, foto, mail, vecchi sms in ricordo di amici scomparsi, appunti, musica, tutto…. è più che il valore economico, sono queste cose che non possono essere sostituite”. Come darle torto?

Tags: , , , ,

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>