Banda larga e wireless, 12 milioni per tutto il territorio

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14 febbraio 2013

PESARO – In Italia, oltre il 50% della popolazione usa internet in maniera regolare, ma con competenze basse rispetto alla media europea. Solo il 38% dei lavoratori dichiara di essere fiducioso nelle proprie competenze digitali se dovesse trovare una nuova occupazione nell’anno successivo (contro il 53% della media europea) e nelle scuole ci sono ancora 12 studenti per ogni computer (contro i 5 in Europa) e tanti computer portatili non connessi. Il quadro, che vede il nostro paese piuttosto indietro su questo versante, è stato delineato nel convegno “Economia digitale: tendenze, competenze e lavoro” promosso dalla Provincia di Pesaro e Urbino per individuare le tendenze in atto e le nuove professionalità richieste dal mercato del lavoro, così da delineare strategie di formazione mirate soprattutto per i giovani ma anche per le aziende che necessitano di un aggiornamento del personale.

Un momento del convegno sull'Economia digitale

Un momento del convegno sull'Economia digitale

“La nostra economia e le nostre abitudini si sono già modificate – ha detto il presidente della Provincia Matteo Ricci -, stiamo provando a far cambiare anche la pubblica amministrazione, che è in ritardo. Anche nelle aziende del territorio, molte delle quali medio-piccole, raramente sono presenti figure specializzate nelle nuove tecnologie, c’è molta improvvisazione. Oltre a potenziare le opportunità di formazione, quest’anno porteremo a termine la modernizzazione della rete: abbiamo investito 12 milioni di euro, dieci dei quali per la banda larga e due per la rete wireless, che per estensione territoriale sarà tra le più ampie d’Italia. Entro settembre finiremo i lavori”.

“Quando si parla di crisi – ha sottolineato l’assessore provinciale alla Formazione e Lavoro Massimo Seri – non vuol dire che tutto è stagnante, anzi, proprio in questo momento ci sono opportunità da cogliere. Globalizzazione, interconnessione e cambiamento sono le parole chiave e per tutte sono necessarie nuove competenze. Diventa strategico il settore della formazione. L’Europa, con il Fondo sociale europeo, sta mettendo in campo nuove risorse, compito di noi amministratori è creare percorsi formativi specifici, soprattutto per ridare slancio all’occupazione giovanile”.

Esperti come Lucilla Sioli della Commissione europea (in collegamento da Bruxelles), Roberto Masiero presidente di“Think” (che ha lavorato per le cinque maggiori società di Itc “Information and Communication Technology” nel mondo) e rappresentanti di aziende che nel territorio provinciale stanno lavorando con successo sul versante dell’economia digitale (il direttore generale di “Namirial” spa di Senigallia Enrico Giacomelli, l’amministratore delegato di “Townet” di Cagli Daniele D’Alba e il responsabile area tecnica web agency di “Websolute” di Pesaro Claudio Tonti), coordinati da Lella Mazzoli (direttore del dipartimento di Scienze della Comunicazione e discipline umanistiche dell’Università di Urbino) hanno offerto suggerimenti ai numerosi giovani intervenuti. Primo fra tutti: oltre alla ricerca di professioni legate alle nuove tecnologie, è bene utilizzare le nuove tecnologie per migliorare i settori tradizionali della nostra economia e renderli competitivi. Ecco allora che mercati in crescita come “e-commerce”, “app economy”, “social  media”, “cybersecurity” e “business services dal mash – up del cloud” possono venire in aiuto anche in tal senso.

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