“Come una novella Cassandra: siamo rimasti inascoltati”

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14 febbraio 2013

Dal Presidente Confesercenti Fano Pier Stefano Fiorelli e dal direttore Confesercenti Marche e Fano Ilva Sartini

 

FANO – “L’avevamo detto in tempi ancora poco sospetti, quando cioè criticavamo le affermazioni della giunta in merito alle aree commerciali previste per Rosciano e viale Piceno. Avevamo detto che il futuro dell’area ex zuccherificio incombeva sulla città in modo silenzioso, ma pericoloso e, in merito, avevamo chiesto un incontro chiarificatore all’Assessore Falcioni per poter capire, confrontandoci, quale fosse la strategia urbanistica generale che sottintende  certe scelte. E proprio oggi la stampa pubblica le dichiarazioni dell’Assessore che ci danno la certezza di quello che più ci preoccupava”. Il presidente e il direttore Confesercenti Fano, Pier Stefano Fiorelli e Ilva Sartini, ribadiscono ancora una volta il punto di vista dell’Associazione che rappresenta il commercio in città.

“Secondo le dichiarazione dell’Assessore Falcioni alla stampa, il nuovo progetto di riqualificazione dell’area dell’ex zuccherificio prevede 22.735 mq di superficie commerciale su un totale di 53.500 mq di superficie edificabile. A questo punto, con impeto dialettale, viene da dire hai voglia a sostenere il limite massimo dei 7.500 mq per le superfici di vendita: sappiamo benissimo, anche da esperienze passate, che se il giorno dopo l’apertura volessero raddoppiare questa cifra, nessuno potrebbe fermarli”.

“Siamo preoccupati – aggiunge Ilva Sartini – e molto, per questo nuovo progetto. Negli ultimi anni, che sono stati di crisi, il mondo del commercio, soprattutto di quello piccolo e medio che ha sempre caratterizzato le nostre città, è cambiato e in peggio. Parlano chiaro i dati di Unioncamere, rielaborati anche da Confesercenti per una ricerca a livello nazionale che ha coinvolto anche le Marche: il commercio è stato sempre un comparto caratterizzato dal turn over, ma nel 2012 hanno chiuso ben 1.369 esercizi in più di quelli che sono stati in grado di aprire e di questi ben 440 sono nella Provincia di Pesaro e Urbino. Sappiamo anche come siano vertiginosamente calati i consumi (le statistiche ufficiali parlano di un 4,4%, ma il dato reale tocca anche il 7%). Che la giunta fanese pensi che la città sia immune da tutto questo?”

Ilva Sartini

“Dato lo scenario – conclude Stefano Fiorelli– ci stiamo chiedendo: per chi nascono i nuovi centri commerciali? A che pro si destinano all’utilizzo commerciale altri spazi della città? Sappiamo che anche la grande distribuzione è in crisi e i marchi sono in guerra aperta tra loro. Ma nel combattersi finiscono per uccidere immancabilmente il piccolo commercio. Abbiamo davvero bisogno di questo? O non sarebbe più produttivo riposizionare i nostri modelli, cominciare a pensare ad un futuro a lungo termine che ci faccia uscire dall’empasse e, magari, cominciare a prosperare, cercando di capire ragionando insieme dove vogliamo indirizzare il timone del vascello? Nella nostra Associazione, purtroppo, abbiamo quotidianamente a che fare  con la disperazione e le preoccupazioni dei piccoli e medi commercianti. Per questo ci siamo sempre opposti a scelte amministrative che ci sembravano sbagliate e, anche questa volta come in passato, non resteremo con le mani in mano e, se non saremo ascoltati e se non si troverà una soluzione condivisa, non possiamo scartare nuove forme di mobilitazione”.

 

 

 

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