I colori degli angeli

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14 febbraio 2013

PESARO – “I colori degli angeli” è il titolo della conferenza di suor Maria Gloria Riva che venerdì 8 febbraio, alle ore 18, presso la Sala del Consiglio del Comune di Pesaro, ha inaugurato il ciclo di conferenze denominate “Venerdì di Luce”, organizzate dalla Pro Loco di Candelara con il patrocinio del “Quartiere n. 3”, del Comune di Pesaro “Assessorato Partecipazione e Quartieri”, della Provincia di Pesaro e Urbino e della Regione Marche.

 

Suor Bellini il Giambellino - Pala di Pesaro

Suor Gloria ha illustrato come, secondo la tradizione cristiana, derivante da quella ebraica, le gerarchie angeliche siano suddivise in tre gerarchie, Sfere o Triadi: Serafini, Cherubini, Troni o Ophanim compongono la prima gerarchia, Dominazioni, Virtù, Potestà compongono la Seconda, Principati, Arcangeli, Angeli la Terza.

Testi di riferimento sono “De Coelesti hyerarchia” dello Pseudo-Dionigi l’Areopagita ed alcuni passaggi biblici: nello specifico Genesi (3, 24), Isaia (6, 1-3), gli Efesini (6,12) e i Colossesi (1,16).

Suor Gloria ha accompagnato la spiegazione con un’interessante carrellata di opere d’arte che illustravano i singoli tipi di angeli, facendo notare come a volte gli artisti abbiano derogato ai colori propri che contraddistinguono le schiere angeliche.

Punto nevralgico della sua conferenza è stato identificare la presenza di angeli nella pala dell’Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini, oggi ai Musei Civici di Pesaro. Sopra il trono divino compaiono un gruppo di angeli rossi che circondano la colomba dello Spirito Santo: sono angeli Serafini (il termine deriva dall’ebraico saraph che significa esseri brucianti o splendenti).

Ai due lati del trono sono disposti, in due gruppi simmetrici di tre ciascuno, gli angeli Troni: il loro nome deriva dall’ebraico “ruote”; sono esseri angelici dalla forma mutevole e dagli infiniti colori. Il nome designa il loro compito, quello di sorreggere il trono di Dio.

Nella nostra pala più sotto vi sono altri due gruppi di Cherubini: il nome significa “pieno di saggezza”, o “intrepido”; è un angelo dell’aria divenuto poi il guardiano del Paradiso Terrestre. I Cherubini stanno oltre il trono di Dio; sono i guardiani della luce e delle stelle. Assumono varie forme: normalmente sono esseri spirituali con quattro ali e quattro facce, ovvero una umana, una di cherubino, una di leone ed infine una di aquila. Sono dipinti solitamente di blu perché associati alla conoscenza ed alla contemplazione di Dio e dei suoi Misteri, ma possono essere rappresentati anche rossi (come ad esempio nel pannello destro del Dittico di Melun di Jean Fouquet al Museo Reale di Belle Arti di Anversa).

 

Suor Gloria inoltre ha ripercorso velocemente l’iconografia dell’“Incoronazione della Vergine”, evidenziando la grande novità e spiritualità dell’opera pesarese. Il gruppo divino che assiste alla incoronazione della Vergine è collocato in uno spazio imprecisato, né all’interno di un edificio né all’esterno; siamo in uno spazio reale terreste come indica il paesaggio che si intravede all’interno all’apertura del quadro. Riassumendo, colui che guarda l’opera non riesce a capire se ha una visione celeste o se l’episodio si svolga sulla Terra. Ad esempio i pittori gotici collocavano le Incoronazioni in cielo, attorniate dalle schiere angeliche complete; successivamente, nel Rinascimento maturo, si affermerà una nuova iconografia: la scena verrà divisa in due parti in cui nella parte inferiore ci sarà l’aspetto terreste, con la tomba vuota della Vergine Maria accerchiata dagli apostoli, mentre nella parte superiore il cielo, con l’incoronazione della Vergine attorniata da angeli, come appare nel dipinto di Raffaello.

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