Due figli di “desaparesidos” argentini in Provincia per parlare a cittadini e studenti della loro identità ritrovata

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15 febbraio 2013

PESARO – Sono in questi giorni in Italia per raccontare la loro storia ed incontreranno anche i cittadini di Pesaro e gli studenti. Si tratta di Macarena Gelman e Manuel Goncalves, figli dei cosidetti “desaparesidos” argentini, ragazzi che negli anni ’70 furono fatti sparire dai militari argentini nell’ambito di un piano di eliminazione fisica e segreta degli oppositori al regime. Oltre 400 bambini vennero rubati alle madri prima di assassinarle, per essere poi regalati o venduti a famiglie compiacenti. Macarena Gelman e Manuel Goncalves hanno potuto ritrovare la loro vera identità grazie alle battaglie delle Abuelas, le “nonne di Plaza de Mayo”, che non hanno smesso mai di cercare i nipoti.

Ne parleranno lunedì 18 febbraio, alle ore 20.30, nella sala del consiglio provinciale “W.Pierangeli” (viale Gramsci 4) in un incontro aperto a tutti dal titolo “L’identità ritrovata”, mentre martedì 19 febbraio, alle ore 8.30, l’appuntamento sarà con gli studenti del “Marconi” e del “Mamiani”, sempre nella sala del consiglio provinciale. Le testimonianze saranno precedute dalla proiezione del film “Verdades Verdaderas”, la storia di Estela Carlotto, fondatrice delle “Abuelas” de Plaza de Mayo.

L’Iniziativa è organizzata da Amnesty International con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino (assessorato Pubblica istruzione e cooperazione internazionale), dell’associazione “Festa dei Popoli”, del “Centro interculturale per la pace” del Ceis di Pesaro, del Comune di Pesaro e dell’ambito territoriale sociale n.1.

A trent’anni dalla fine della feroce dittatura delle forze armate argentine, Macarena Gelman e Manuel Goncalves stanno girando l’Europa per compiere la loro missione: fare il necessario affinché altri figli “rubati” possono riprendere la loro vera vita. Ad oggi sono 107 i “nietos” (nipoti) restituiti alle famiglie. Qualche anno fa le “Abuelas de Plaza de Mayo” hanno creato la “Rete per il diritto all’identità”, a cui aderiscono l’Ambasciata Argentina e, tra gli altri, le associazioni “Amnesty International”, “Libera” e “24 marzo”. Scopo del viaggio di Manuel (che ora è un dirigente delle Abuelas) e di Macarena è comunicare l’esistenza della rete in tutti i luoghi che potrebbero essere frequentati da argentini.

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