Santa Croce, taglio del nastro per la nuova Dialisi

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16 febbraio 2013

Il taglio del nastro della nuova Dialisi al Santa Croce

Il taglio del nastro della nuova Dialisi al Santa Croce

FANO – E’ quasi tre volte la vecchia struttura, oltre 1000 metri quadrati di reparto con 21 posti letto, 3 sale per dialisi, 2 sale per infettivi, 1 sala per acuti, un’ala per la dialisi peritoneale, studi per l’attività ambulatoriale e ambienti decisamente più confortevoli. Ecco l’identikit della nuova Dialisi che lo scorso dicembre ha lasciato i vecchi locali per trasferirsi al Padiglione B del Santa Croce di Fano, inaugurata ufficialmente davanti alle autorità, pazienti e familiari sabato 16 febbraio. Tra gli ospiti d’onore anche il figlio e la moglie di Nerio Serfilippi, delegato Aned, a cui la Direzione aziendale e il primario del reparto Simonetta Oliva, hanno deciso di intitolare la struttura “proprio per il ruolo e l’impegno – ha detto il direttore generale durante la conferenza stampa – che Nerio Serfilippi ha messo per migliorare la qualità della vita dei pazienti seguiti a Fano”.

Anche in Dialisi, inoltre, è arrivato il progetto Arte in Ospedale che questa volta può vantare la collaborazione dell’Accademia delle belle arti di Urbino con la quale l’azienda ha attivato un protocollo che prevede la partecipazione degli artisti all’interno degli stabilimenti di Marche Nord. Questa volta le opere sono di Riccardo Bucella, giovane artista fanese e studente della sezione di grafica dell’accademia. Un tocco di colore, blu cobalto, che rievoca proprio l’acqua, elemento che non poteva essere più azzeccato per una struttura come la Dialisi che dell’acqua non può fare a meno.

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per fare il punto sullo stato dei lavori al Santa Croce. Prima di tutto i progetti di potenziamento che “dimostrano come la sanità non sia depotenziata nonostante le difficoltà – ha precisato Ricci -. Infatti siamo in procinto di spostare il Pronto soccorso nella vecchia sede proprio per consentire i lavori di ristrutturazione che termineranno alla fine dell’estate. Il taglio di oltre 4 milioni di euro, due dei quali nel personale, non ci hanno impedito di andare avanti. Anzi a breve verrà pubblicato un bando destinato agli infermieri”. Con i 21 posti letto di Fano e i 20 già a Pesaro “possiamo davvero rispondere alle esigenze della provincia – ha concluso il direttore generale – anche in un momento in cui la sanità si sta ristrutturando”.

All’inaugurazione c’erano proprio tutti, dal sindaco di Fano Stefano Aguzzi all’assessore provinciale Luigi Minardi insieme all’assessore comunale di Pesaro Giancarlo Parasecoli, al direttore dell’Area vasta 1 Maria Capalbo e Lolli Schiavo, presidente dell’Aned, associazione sempre in prima linea per i pazienti seguiti dalla Dialisi. Sui tagli a cui è soggetta la Sanità non poteva non intervenire l’assessore regionale Mezzolani: “Davanti ai tagli lineari imposti dal governo, che non premiano le regioni virtuose come le Marche, sei costretto a fare provvedimenti immediati con risparmi entro l’anno. Stiamo parlando di 600 milioni di euro in 4 anni. Nonostante tutto le Marche sono l’unica regione in Italia che ha consentito il turnover del personale al 70%. Ci siamo assunti questa responsabilità ma è necessario prendere coscienza di ciò che rischiamo se non andiamo avanti con le riforme, evitando polemiche banali che non sollevano il sistema. Abbiamo progetti per il futuro che in un paese normale avrebbero avuto le gambe per camminare, come un ospedale nuovo e unico per le città di Pesaro e Fano. Se non avessimo il problema economico saremmo già al progetto esecutivo. Ora quello che dobbiamo fare è gestire al meglio la fase precedente all’obiettivo finale”.

 

Riccardo Bucella, allievo della Sezione di Grafica dell’Accademia di Belle Arti di Urbino è l’autore dell’installazione donata al Nuovo Reparto di Dialisi del Presidio di Fano dell’Azienda Marche Nord. Si tratta di una nuova tappa del progetto Arte in Ospedale, attivato dall’Azienda nel 2010.

E’ una installazione monumentale grafica l’opera realizzata dal giovane artista fanese Riccardo Bucella per il Nuovo Reparto di Dialisi del Presidio Santa Croce dell’Azienda Marche Nord. Bucella è il primo protagonista di una collaborazione accesa tra l’Azienda Ospedaliera e l’Accademia di Belle Arti di Urbino, sancita con un protocollo d’intesa.

Allievo della Sezione di Grafica, l’artista ha ideato un lavoro di alto profilo poetico incentrato sul tema dell’acqua, elemento cardine della natura e chimera del desiderio per i degenti di questo reparto. Desiderio di dissetarsi che diviene divieto per coloro che soffrono di disfunzione renale.

Buccella è partito da un segnale iconico preciso, l’onda, per approdare a una forma aniconica leggera e sinuosa, composta da intrecci di linee e circolarità ritmiche.

Tenendo conto della tradizione incisoria xilografica cinquecentesca, Buccella ha prodotto un lavoro capace di unire tradizione e contemporaneità, perizia tecnica e forza poetica.

La natura umana è stata interpretata come metafora di un movimento universale che annulla i confini degli elementi per fonderli un unica materia, carica di energia vitale, priva di peso specifico.

Tutto il lavoro appare avvolto in una straordinaria atmosfera che lascia intuire una sensualità positiva e coinvolgente, grazie anche a quella sorta di ritmo musicale che pervade il lavoro e che si esprime nella miriade di segni che imprimono la carta.

L’elemento liquido non è interpretato nella sua valenza più banale, ovvero quella che allude al mare e alla tempesta, ma è indagata nella sua forma più atavica e ancestrale.

Pioggia, acqua che scende dal cielo, rito propiziatorio, vita, così come vuole la tradizione popolare. Ma Bucella si spinge oltre: segna l’elemento acqua in ascensione verso il cielo, attraverso l’elemento simbolico delle bolla.

L’onda dunque diviene bolla d’aria, stretta nell’abbraccio dell’acqua che tende verso l’alto, inneggiante alla vita. Un balzo concettuale capace di rendere ogni frammento dell’opera espressione del valore assoluto di forza interiore che l’intera opera sa comunicare.

Sei pannelli che vibrano di vita propria, ciascuno con una propria energia ma che compongono un lavoro installativo di grandi dimensioni, capace di dare un senso finito all’invisibile capacità emotiva che ciascuno sa di avere dentro se.

Completa il lavoro una tiratura limitata di una cartella contenente un particolare del lavoro complessivo, tirato in tecnica xilografica, sempre realizzato dall’artista in collaborazione con gli allievi della Sezione di Grafica dell’Accademia.

Il lavoro in reparto di completerà con altri tre lavori realizzati, successivamente, da altri allievi della stessa sezione.

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