White non si ripete nelle schiacciate Nba

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17 febbraio 2013

PESARO – Houston, Texas, è la nuova casa del pesarese Gianluca Pascucci, ex allenatore del settore giovanile della Victoria Libertas, ma anche ex direttore sportivo della Scavolini e successivamente general manager e amministratore delegato dell’Armani Milano.

White in schiacciata

James "The Flight" White (foto Davide Gennari)

Il Toyota Center di Houston è la casa dei Rockets, per cui lavora Pascucci. In questi giorni, Houston e il Toyota Center ospitano il ricco programma dell’All Star Game Nba. In attesa della tradizionale sfida Est – Ovest, alle ore 2 italiane di lunedì 18 (diretta sul canale 201 di Sky), si sono svolte le manifestazioni di contorno. Fra queste, la più attesa e spettacolare è certamente la gara delle schiacciate, lo Sprite Slam Dunk. Per la prima volta uno dei protagonisti più attesi era l’ex pesarese James White, ora comprimario ai New York Knicks, già vincitore della gara negli All Star Game di Turchia, Russia e Italia (due volte).

La formula dello Sprite Slam Dunk prevede la sfida tra 6 partecipanti, 3 in rappresentanza dell’Est e 3 dell’Ovest. Ognuno ha a disposizione 90 secondi per ogni schiacciata; se si sbaglia, si può ripetere più volte ma nel tempo consentito.

La giuria è la storia dei Rockets: coach Rudy Tomjanovich, due titoli Nba vinti con Houston, oro alle Olimpiadi di Sydney; Dikembe Mutombo, una lunga carriera Nba iniziata a Denver e conclusa a Houston, incredibile stoppatore; Yao Ming, il centro dei Rockets vittima di troppi infortuni, uno dei simboli dello sport cinese; Hakeem Olajuwon, il mitico nigeriano naturalizzato americano, medaglia d’oro ad Atlanta 1996, che ha trascinato i Rockets a due titoli Nba; Clyde Drexler, un titolo Nba, oro i Giochi di Barcellona 1992. Una giuria… reale.

La gara è iniziata con i tre dell’Est. Gerald Green, che ha meritato il massimo, 50 punti. Una curiosità: Green era stato sconfitto da James White nella gara dell’All Star Game russo.

White, creato un corridoio con le hostess in blu, è partito – come molto gli hanno visto fare anche a Pesaro – dall’angolo del parquet, ma ha sbagliato il primo tentativo, prendendo il ferro, dopo avere saltato dalla linea di tiro libero. E’ andata meglio al secondo tentativo, meritando il 9 dei 5 giudici per un totale di 45 punti.

Terrence Ross, matricola di Toronto, possibile vincitore a sorpresa secondo Federico Buffa che commenta, con Flavio Tranquillo, gli appuntamenti dell’All Star Game, ha tentato più volte, ma quando è riuscito a realizzare l’idea che si era proposto (giro a 360 gradi e schiacciata) ha meritato 50.

Per West il primo ad esibirsi è stato il compagno di Danilo Gallinari a Denver, Kenneth Faried: 39 punti. Per Eric Bledsoe, dei Clippers, 39.

Quindi è stato il turno del campione uscente, Jersey Evans, Utah Jazz. Una schiacciata incredibile, prendendo palla dalle mani di Mark Eaton, undici stagioni ai Jazz, che era stato fatto accomodare su una sedia che Evans ha scavalcato da dietro. Per lui 47.

Nel secondo turno, White, incitato da Carmelo Anthony, ha fatto 5 tentativi, ma ha ottenuto zero punti. La giuria gli ha concesso un’altra possibilità, ma James ha sbagliato ancora. Applausi per lui, ma nessuna possibilità di allungare la striscia vincente nelle gare delle schiacciate.

Peccato. E allora non è rimasto che osservare la gara degli altri cinque, che si è conclusa con la finale tra Evans e Ross. Ha vinto la matricola dei Raptors, che ha meritato il 58 per cento delle preferenze, dopo avere schiacciato indossando la maglia di Vince Carter, un grande ex di Toronto.

Fra i tanti spettatori presenti al Toyota Center, anche il nostro amico Lorenzo Scatigna, apprezzatissimo commentatore per Tvrs delle gare della Scavolini. Ovviamente ha incontrato James White e i tanti personaggi della Nba presenti a Houston. E ci ha inviato una fotografia dalla sala conferenze.

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