Ospedale di Pergola, il sindaco chiede risposte

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20 febbraio 2013

Francesco Baldelli

Francesco Baldelli, sindaco di Pergola

PERGOLA – E’ forte la preoccupazione fra gli utenti per le condizioni in cui versa l’ospedale. Non ci sono più i primari di chirurgia, medicina e riabilitazione; nel reparto di medicina gli operatori sanitari non sono sufficienti e stentano a coprire la normale turnazione; l’anestesista-rianimatore è presente solo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14; non è più possibile fissare appuntamenti con numerosi specialisti.

Di fronte a questa grave situazione il sindaco Francesco Baldelli ha scritto una lettera nella quale chiede l’immediato intervento degli organi competenti. Lettera indirizzata al direttore generale dell’Asur Marche Paolo Ciccarelli, al direttore dell’area vasta 1 Maria Capalbo e, per conoscenza, all’assessore regionale alla sanità Mezzolani.

Il primo cittadino ha convocato la giunta la quale ha dato il mandato di procedere.

“Ho deciso – sottolinea il sindaco Francesco Baldelli – di rendere pubblica ancora una volta la gravità della situazione dell’ospedale, progressivamente svuotato delle professionalità idonee a un corretto svolgimento delle funzioni dovute per legge e attese per diritto da quanti al nosocomio si rivolgono. Non ultima omissione, verso un ospedale inserito nel piano di area vasta quale nosocomio per acuti e dotato di 20 posti letto per acuti e di 10 post acuzie, la mancata sostituzione dei medici del reparto di medicina, rimasti in 4 e con un primario in via di pensionamento. L’organico di medicina e chirurgia, a causa del trasferimento del primario dottor Verzelli, è fortemente sottodimensionato e in difficoltà. La limitazione di personale sembra essere predisposta proprio per non garantire la continuità assistenziale ai ricoverati e giustificare, in futuro, ulteriori tagli o chiusure. I medici sono costretti alla pronta disponibilità per turni prefestivi e festivi nonché quelli pomeridiani. Ciò comporta una grave esposizione dei professionisti e una violazione del loro contratto di lavoro. La situazione è fonte di grave disagio per il personale, come pure prodromica a un’interruzione della continuità assistenziale che deve imputarsi alle scelte aziendali che non hanno correttamente valutato la pianta organica e le effettive esigenze”.

Le criticità sono anche altre. “Desta notevoli dubbi di sicurezza l’uso di un unico medica anestesista in servizio solo il mattino e per 5 giorni settimanali, rimandando ogni emergenza fuori orario e in giorno d’assenza all’anestesista reperibile dell’ospedale di Urbino che dista oltre 45 chilometri di percorso semimontano e un’ora di trasferimento in ambulanza”.

Baldelli denuncia anche che, a breve, l’ospedale mancherà di tutti e 3 i primari. Elencate le criticità, richiede una immediata integrazione della pianta organica del reparto di medicina, di chirurgia e la copertura dei posti che sono oggi vacanti, per evitare che questa pericolosissima situazione di precarietà continui. “Si provveda a garantire la presenza di un medico anestesista e alla copertura dei posti di primario già presenti in pianta organica e vacanti da tempo. Invitiamo i destinatari della lettera a dare riscontro entro 30 giorni, altrimenti la magistratura non potrà rimanere non interessata”.

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