La mozione popolare per il S. Croce arriva in consiglio

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26 febbraio 2013

FANO – Finalmente giovedì 28 febbraio arriva in consiglio comunale la mozione popolare a favore del nostro ospedale cittadino contro l’avversato progetto di ospedale unico. Ci arriva con un mese di ritardo rispetto ai tempi di legge, hanno voluto non fare entrare nella campagna elettorale una questione che rischiava di porre in contraddizione molti candidati coi propri elettori. Ma il risultato di queste ultime elezioni dà maggiore supporto a questa iniziativa che ha raccolto il favore di più di 1200 cittadini e che ha avuto sostegno pieno dal M5S che la tornata elettorale appena conclusa premia come primo fra le organizzazioni politiche cittadine.

Le ragioni che ci sostengono a favore del nostro ospedale sono tutte in campo, mentre quelle che hanno cercato di giustificare il nuovo ospedale sono, una dietro l’altra, tutte cadute.

Non è un ospedale che porta nuove e alte specialità, quelle restano ad Ancona. 

Senza l’azienda Marche Nord, l’ospedale di Fano sarebbe chiuso e invece è vero che non ci sarebbe più stata l’azienda S. Salvatore.
L’azienda Marche Nord avrebbe assicurato pari dignità alle due strutture cittadine e invece Fano ha spesso pagato disservizi e ingiustificate privazioni e l’atto aziendale deve ancora dimostrare di poterle attribuire il ruolo che le spetta.
Il progetto di ospedale unico avrebbe arricchito l’offerta sanitaria in provincia e invece vengono ridimensionati tutti i presidi dell’entroterra.
L’ospedale unico va nella direzione dell’obbligato risparmio di risorse a disposizione del sistema sanitario, ma il sistema di finanziamento auspicato, quello di project financing, sembra certo assicurare invece una nuova forma di indebitamento occulto di tutti i cittadini.

Si è voluto inserire l’idea di unico ospedale per le due città in quella più comprensiva di città metropolitana che attenterebbe all’incolumità degli ultimi territori della provincia appena lambiti dai processi di urbanizzazione e cementificazione che ha visto travolte le vallate retrostanti alle due città. Fosso Sejore si impone invece come una risorsa per la bellezza del nostro paesaggio da non sciupare.

L’ospedale unico è un progetto da ridiscutere ripartendo invece da uno studio serio sulla domanda di servizi sanitari per il territorio che vedano al centro il cittadino coi suoi bisogni e l’ospedale solo un momento e non prevalente della necessaria risposta, prevedendo e concependo invece una rete di presidi che realizzino una medicina di prossimità anzichè quella isolata e algida del grande ospedale.
Il modello di nuovo ospedale a blocco integrato, tutto in unico edificio, vanificherebbe altresì tutti gli investimenti che si continuano a fare sulle attuali strutture e oltre a chiudere il S. Croce e il S.Salvatore vorrebbe dire anche la chiusura di Muraglia con la Medicina Nucleare da poco inaugurata. Uno schiaffo a tutti i sacrifici economici imposti ai cittadini da una classe politica altrimenti irresponsabile e origine e causa degli infiniti sprechi di risorse pubbliche.

Antonio Colucci primo firmatario

 

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