Rok non prendertela, ascolta De Gregori

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4 marzo 2013

PESARO – Una domenica andando in lunetta… e sbagliando troppi tiri liberi.

“Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore, 
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, 
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…”. Francesco De Gregori.

Stipcevic in azione

Un calcio di rigore è una sfida tra due giocatori, tra chi lo tira e chi lo deve parare. Il tiro libero è una sfida con se stessi. Poi ci sono quelli che i tiri liberi li segnano a occhi chiusi e quelli che ne sbagliano vagonate. E accade, accidenti se accade, che chi sbaglia raramente ne fallisca addirittura due consecutivi, quattro nella stessa partita.

Per i cronisti cresciuti alla scuola di Tele+ prima e Sky poi, è la “linea della carità”. Forse hanno ragione. Accade che talvolta si faccia la carità alla propria squadra, altre volte agli avversari.

In meno di due settimane, la Scavolini ha fatto tutto e il contrario di tutto. E altrettanto i suoi avversari.

Lunedì 18 febbraio: Pesaro – Siena 78-73: i biancorossi hanno l’82,4% dalla lunetta (28/34); i biancoverdi un misero 63% (17/27), con Viktor Sanikidze che chiude con un pessimo 41,7% (5/12). Sette tiri liberi che pesano maledettamente per le sorti dei campioni d’Italia. Mentre Rok Stipčević è sublime con 19/20 (95%).

Domenica 3 marzo: Pesaro – Reggio Emilia 65-68: la Scavolini sbaglia l’impossibile, chiudendo con 11/21 (52,4%). Che sbagli Barbour ci sta, visto che tira i liberi con il 64,1% (41/64), anche se il 2/6 prodotto contro i reggiani è indecente. Che Rok ne fallisca addirittura 4, compresi i due che avrebbero riportato avanti Pesaro, è assolutamente impronosticabile, se è vero che il playmaker croato vantava, prima del 69,2% contro la Trenkwalder, un notevole 85,29%, in virtù del 43/50 nelle 8 partite pesaresi sommato al 15/18 nelle 12 gare milanesi.

Domanda: se alla Scavolini fischiassero un fallo tecnico a favore a un secondo dalla fine con punteggio in parità, chi mandereste in lunetta? Appunto, Rok Stipčević. Che domenica ha sbagliato. Ma non va crocifisso, perché non è da questi particolari che si giudica un giocatore.

Semmai è deprecabile, per la Vuelle, che in lunetta siano andati solo tre giocatori (Stipčević, Barbour e Crosariol), mentre Reggio ne ha mandati sette. A conferma – non bastassero i soli 65 punti realizzati – della scarsa pericolosità dei biancorossi, colpevoli di essersela giocata soprattutto dalla distanza, attaccando raramente il canestro avversario.

Deprecabile, quindi, come è sorprendente che Reggio Emilia sia passata da un 68,8% stagionale al 100%. Cose che capitano, soprattutto quando giochi più sereno. Ed è indiscutibile che, in virtù dei 22 punti in classifica, la Trenkwalder fosse più tranquilla.

Eppure, a conferma che lo sport, in particolare il basket, può essere tutto e il contrario, vi raccontiamo cosa è accaduto in altre due partite giocate domenica: il Banco di Sardegna ha espugnato Brindisi (93-95) pur avendo concluso con 12/21 (57,1%) dalla lunetta, dove Drake Diener, che viaggia con l’89,4%, ne ha sbagliati addirittura 2 su 6.

Al contrario, Siena ha perso a Milano (72-68) gettando al vento 13 tiri liberi (18/31), con Kangur che ha chiuso con un desolante 2/7. Non che l’EA7 Emporio Armani abbia fatto meglio (15/25), ma anche i tre tiri liberi falliti in meno hanno deciso. E la Scavolini è in cattiva compagnia…

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