Scavo, ci sarà da lottare fino alla fine. Serve un lungo?

di 

4 marzo 2013

PESARO – Si ritorna a tremare. La Scavolini Banca Marche spreca il piccolo bonus ottenuto dopo la vittoria contro Siena, perdendo una partita rocambolesca con la Trenkwalder che riporta la Vuelle all’ultimo posto in coabitazione con l’Angelico Biella, in virtù dei successi ottenuti dalle dirette concorrenti in questo ventunesimo turno. Per chi pensava che la squadra piemontese si fosse ormai rassegnata alla retrocessione, i due punti presi contro Bologna hanno rimesso pienamente in corsa la formazione di capitan Soragna, inguaiando casomai una Virtus che ha vinto una sola partita delle ultime dieci disputate.

A nove giornate dal termine del campionato la lotta per evitare l’ultimo posto, che significherà Legadue per la prossima stagione, è totalmente riaperta e Pesaro e il suo pubblico dovranno capire che fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata si dovrà lottare con il coltello tra i denti, perché blasone e palazzi di ultima generazione conteranno poco se coach e giocatori non troveranno dentro di loro la grinta per fare un punto in più degli avversari e anche i quattromila dell’Adriatic Arena dovranno continuare a far sentire il loro incitamento, dimenticandosi i fasti del passato e tornando ad essere un vero sesto uomo.

La Scavolini Banca Marche ha certamente compiuto diversi passi in avanti in questo 2013, nel quale è arrivata a giocarsela alla pari con quasi tutte le avversarie, comprese big vere o presunte, ma è ormai chiaro che questa Vuelle non ha la forza di mantenere un break favorevole conquistato durante i match e l’unica possibilità di aggiudicarsi i due punti è di arrivare ad un finale in volata per giocarsela all’ultimo tiro, nella speranza che i suoi “top player” non si smarriscano alla vista del traguardo e mantengano il necessario sangue freddo.

 

Il "controcampo" di Scavolini Banca Marche - Reggio Emilia

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Questione di dettagli, quando perdi l’ennesima partita per uno scarto inferiore ai cinque punti non si possono trascurare tutte le piccole cose non gestite alla perfezione dalla Vuelle nel corso del match: agli occhi saltano subito naturalmente i dieci liberi gettati al vento, ma anche un canestro che sembrava già fatto con libero aggiuntivo di Barbour nel primo tempo con relativo zero su due dalla lunetta è stato decisivo per la sconfitta, così come un pallone vagante non trattenuto da Crosariol, che non si piega nemmeno per raccoglierlo, ha contribuito a ricacciare Pesaro in fondo alla classifica o un paio di contropiedi gestiti male da Cavaliero in superiorità numerica non hanno consentito alla Vuelle di allungare nel momento migliore della squadra. E’ vero che nonostante tutto siamo arrivati a giocarcela all’ultimo tiro, ma ormai il basket si è trasformato in uno sport molto tattico, soprattutto se non hai in squadra qualcuno in grado di farti vincere una partita da solo, a Markovski va riconosciuto il merito di aver dato un’identità difensiva alla Scavolini Banca Marche, che è diventata una delle migliori del campionato, ma l’attacco biancorosso continua a sentire la mancanza di un vero “quattro” di ruolo, di quel giocatore che consenta schemi che prevedano qualche azione conclusa da un movimento spalle a canestro per non affidarsi troppo al tiro dalla distanza, anche contro Reggio la Vuelle ha tentato lo stesso numero di conclusioni da tre e da due (26), sintomo di un attacco che non riesce a trovare il necessario equilibrio.

Forse il brusco ritorno all’ultimo posto della classifica, convincerà il Gm Montini (nuovamente contestato con uno striscione goliardico dalla Vecchia Guardia) a compiere l’ultimo sforzo sul mercato, andando a prendere quel famoso lungo che Pesaro non ha dai tempi di Amoroso e che Markovski cerca di compensare con quintetti atipici che non sempre possono funzionare contro tutti gli avversari, il mercato non offrirà tante occasioni, potendo ormai pescare un comunitario solamente dalla Legadue (fino al 30 marzo) o da un campionato estero, ma restare alla finestra sperando nelle disgrazie economiche altrui, può essere molto rischioso. Non ci si può esaltare dopo una vittoria pensando di aver risolto tutti i problemi e di essere già salvi, può non piacere a qualcuno, ma è dalla prima giornata che l’unico obiettivo stagionale della Vuelle dovrebbe essere quello di evitare il sedicesimo posto, senza pensare di potersi salvare per qualche diritto divino.

 

I PIU’…..

Tiri liberi di Reggio Emilia: La Trenkwalder fa percorso netto dalla lunetta segnando tutti i 21 liberi tentati, in una partita a punteggio basso gli emiliani prima si mantengono in scia della Vuelle e nel finale si aggiudicano il match grazie alla freddezza dalla linea della carità.

Alessandro Amici: Ogni pallone che vola dentro l’area colorata lo vede sempre nei paraggi, è raro vedere un giovane con tanta propensione a rimbalzo, anche se qualche centimetro in più gli farebbe davvero comodo, gli arbitri lo continuano a penalizzare anche se dovrebbe imparare ad essere più scaltro, comunque sta diventando un giocatore affidabile anche a questi livelli.

Difesa: Pesaro tiene gli avversari ancora sotto quota 70 e se Reggio Emilia avesse tirato con il consueto 75% dalla lunetta avrebbe faticato ad arrivare a 60, apprezzabile il quintetto “all black” che ha creato tante difficoltà ai reggiani, esperimento da ripetere anche nei prossimi turni.

 

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – REGGIO EMILIA:

Tiri liberi di Pesaro: Undici su ventuno, se lo zero su due di Crosariol è ormai una consuetudine, non sono perdonabili i quattro errori a testa commessi da Stipcevic e Barbour che non hanno consentito alla Vuelle di avere un vantaggio più consistente nel primo tempo e di giocarsela alla pari negli ultimi minuti.

Lamont Mack: Ormai abbiamo capito che quando Lamont non è in serata di tiro, non riesce ad essere utile in nessuna fase del gioco e non essendo un mostro di continuità sono parecchie le giornate nelle quali fa più danni che cose positive, chiude con un eloquente meno nove di valutazione.

Daniele Cavaliero: Sembrava aver limato tutti i suoi eccessi dopo l’arrivo di Stipcevic, ma contro Reggio ricade nel vecchio vizio di voler essere il salvatore della patria, prendendosi conclusioni forzate e fuori ritmo, un grosso passo indietro rispetto alle ultime prestazioni.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

Vittorie sofferte per le due capolista con Varese che deve rintuzzare la rimonta di Caserta e Sassari che sbanca il parquet di Brindisi di soli due punti, Milano si aggiudica il big match serale contro la Montepaschi priva di Hackett e Roma si porta fino al terzo posto grazie al successo casalingo contro Cremona, una brutta Cantù segna solamente 52 punti nella sconfitta in casa della Sidigas Avellino trascinata da Lakovic, mentre Montegranaro esce da un brutto periodo travolgendo di venti punti l’Umana Venezia, la vittoria di Biella contro Bologna coinvolge anche il club felsineo nella lotta salvezza.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>