Un bando letterario per studenti, omaggio a Pasqualon

di 

5 marzo 2013

Ritratto di Odoardo Giansanti

Ritratto di Odoardo Giansanti

PESARO – In occasione del nuovo laboratorio di creazione teatrale “Cieg, zop, mat, a so tutt mé”, l’Associazione Teatrale Le Ombre di Pesaro indice il concorso letterario dedicato al poeta Odoardo Giansanti, detto Pasqualon (Pesaro 1852 – ivi 1932).

Esso è riservato agli studenti delle scuole superiori del Comune di Pesaro, in quanto è la città in cui il poeta nacque e si formò, rimanendone sempre, nelle alterne vicende della sua vita, profondamente legato.

Scopo del concorso è quello di offrire ai giovani un’occasione concreta e un modello per sfidare con la parola la realtà in cui vivono e per progettare il proprio percorso di vita. Gli organizzatori sono inoltre convinti che una conoscenza più approfondita del Giansanti potrà aiutare tutti a cercare nuove sintesi di vita e cultura, di passione e impegno civile.

Il Concorso è organizzato da:

  • Associazione Teatrale Le Ombre
  • Comune di Pesaro_Assessorato alla cultura

Oltre a libri e/o buoni di acquisto libri, BANCA DI PESARO assegnerà i seguenti premi in denaro:

  • 1° premio: € 200;
  • 2° premio: € 150;
  • 3° premio: € 100;

 

Inoltre:

  • buono sconto € 50 sull’iscrizione presso Autoscuola Dino_Pesaro_Via Giolitti n. 45_61122 PESARO | tel. 0721415037 per ogni studente della classe di cui il primo classificato fa parte;
  • buono per acquisto di libri pari a € 150 alla scuola che avrà il maggior numero di iscritti al  concorso, offerto dalla libreria ilCATALOGO di Giovanni Trengia_Via Castelfidardo n. 58/61_61121 Pesaro | tel. 0721.33765 | giovanni.trengia@tin.it

SCADENZA 31 MARZO 2013

Scarica il bando sul sito www.teatroleombre.it.

Un commento to “Un bando letterario per studenti, omaggio a Pasqualon”

  1. STEFANO GIAMPAOLI scrive:

    PAOLO E CARLO PAGNINI
    Introduzione al libro: Pasqualon “Navigatore di sogni” Pesaro, storia in poesia. Metauro Edizioni – 2012

    C’è una distinzione comunemente accettata che suddivide in due “filoni” la produzione di Pasqualon.
    Da una parte il cantore dei valori universali, dall’altra il cronista in rima.
    Superfluo ricordare che nonostante la sterminata produzione del poeta pesarese sia fortemente sbilanciata verso questo secondo “filone”, Pasqualon venga invece quasi esclusivamente identificato come l’autore di poche, scelte (e va detto: argute, acutissime, efficaci, mirabili e dunque immortali) liriche, che in tanti conoscono e che nessuno si stanca mai di ascoltare e riascoltare.
    Stefano Giampaoli ha deciso di scoprire (e farci scoprire) l’altro Pasqualon. Quello che, soprattutto per sbarcare il lunario, declamava quasi “a soggetto”, versi composti per raccontare fatti ed episodi di stretta attualità, in certi casi addirittura su commissione e che di lì a pochi giorni sarebbero stati sostituiti da altri avvenimenti e dunque dimenticati.
    L’importanza dell’operazione di Stefano Giampaoli è straordinaria.
    Ci ha immediatamente fatto tornare in mente una tesi sostenuta da Alessandro Baricco, secondo la quale i poemi Omerici contengono non solo la narrazione dei grandi avvenimenti storici e dei loro protagonisti, ma anche una specie di “raccolta a dispense” di manuali tecnici su come costruire armi, organizzare strategie, ma anche svolgere riti e vivere la pratica vita quotidiana. Insomma, un espediente per tramandare in modo non dimenticabile, ciò che sino ad allora in forma esclusivamente orale (e dunque a rischio di essere dimenticata) costituiva il tradizionale patrimonio comune di conoscenza del “come fare”.
    Ed eccoci a Pasqualon che non scrive di dei ed eroi, ma dei fatti del momento. E però lo fa in rima (e dunque in modo “non dimenticabile”). Così diventa il telegiornale dell’epoca, per chi ha la fortuna di assistere alle sue estemporanee “edizioni quotidiane”, ma, a differenza del telegiornale, resta, grazie alla sua tecnica poetica, fissato nella memoria dei tempi, in modo infinitamente più duraturo di un qualunque articolo o servizio giornalistico.
    Con un lavoro da vero ricercatore, Giampaoli si immerge in questo mare di racconti in rima e ne emerge con preziosi appunti ricavati da uno studio attento ed appassionato di quella parte della produzione di Pasqualon che, ne siamo certi, da oggi nessuno avrà più la tentazione di considerare “minore”.

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