Anche da noi va di moda il “nero”. L’allarme della Cna

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6 marzo 2013

donna pasta fresca lavoro nero

PESARO – Le frontiere dell’abusivismo e del lavoro sommerso si allargano a macchia d’olio anche nella nostra provincia, complice non solo la crisi ma fenomeni sempre più diffusi di illegalità, e le imprese regolari non ce la fanno più. Ai vecchi e più conosciuti (e per tanto tempo tollerati), fenomeni di lavoro abusivo domestico, come ad esempio quello dell’acconciatura e dell’estetica, o a pratiche più complesse come quelle della tinteggiatura, della muratura, delle piccole riparazioni, dell’idraulica, dell’impiantistica elettrica, ora si aggiungono nuove forme si concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari.

Qualche esempio? Nel settore alimentare aumentano casi di pasta fresca lavorata in casa piuttosto che in laboratorio venduta eludendo costi aziendali dati dal rispetto di normative giustamente rigidissime per il rispetto di  prassi d’igiene alimentare (tracciabilità, formazione, eccetera). Altro esempio? La vendita di pane congelato spacciato come fresco in danno del lavoro di tanti panifici che per garantire il prodotto fresco lavorano tutta la notte. Nel commercio poi si segnalano casi di venditori abusivi, stocchisti spesso riforniti al di fuori delle normali forme contrattuali e giuridiche che, per mantenere l’esclusiva di marchi e griffe, costringono il negoziante ad acquistare merce per importi notevolissimi. Anche il settore dell’artigianato artistico non è immune dal fenomeno. Nella ceramica ad esempio prolifera la produzione degli hobbysti che – anziché rispettare i rigidi confini definiti per chi lavora la ceramica per passione – sconfina molto spesso in vera e propria vendita parallela e concorrenziale.

A denunciare fenomeni vecchi e nuovi di abusivismo e lavoro irregolare, è la Cna. “Ormai – dice Luciana Nataloni, responsabile provinciale di Cna Benessere e Sanità, di Cna Alimentare e CnaCom – non c’è un settore che si salvi. Stiamo assistendo oltre che ad un danno notevolissimo anche ad una beffa. Beffa generata soprattutto dalla mancanza del rispetto della legalità; abusivismo in primis che genera concorrenza sleale che in un periodo di crisi come questa  rischia di compromettere definitivamente l’operato e le prospettive delle imprese che resistono e che operano nella legalità”.

Fa una ulteriore riflessione Moreno Bordoni, nuovo segretario provinciale della Cna: “Servizi a costo più basso, illusione di poter risparmiare su un lavoro o un bene e la possibilità di eludere controlli o regole,  diventano argomenti di facile presa, soprattutto in un momento di difficoltà rispetto al far quadrare i bilanci familiari. Si tratta però di comportamenti  che provocano danni all’intera collettività e al tessuto sano della nostra società”.

“Prima che sia troppo tardi – concludono Luciana Nataloni e Moreno Bordoni – occorre intervenire. Come Cna rivolgiamo per questo l’ennesimo appello alle forze dell’ordine, agli organi di controllo affinché mettano in atto forme di controllo e prevenzione per fermare questa piaga”.

Su questo argomento la Cna di Pesaro e Urbino si sta muovendo già da tempo. Dopo decine di incontri, segnalazioni ed anche denunce, l’associazione intende ora proseguire con una ulteriore azione di sensibilizzazione e denuncia attraverso ulteriori incontri sul territorio”.

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