Mamma pesarese in Marocco: “Vi racconto come vivono qui le donne”

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7 marzo 2013

MARRAKECH –  Per la festa della donna non potevo non parlarvi della condizione della donna qui in Marocco. In Occidente si é parlato tanto della donna nel mondo arabo, e spesso in termini decisamente negativi. Io non vi posso parlare di cosa succede in altri paesi arabi, ma solo di quello che ho potuto vedere con i miei occhi nel paese in cui vivo.

La prima impressione che ho avuto quasi 6 anni fa quando sono arrivata qui, é stata quella di un paese in cui si lasciava abbastanza libertà alle donne, insomma sono rimasta stupita positivamente, forse perché nell’immaginario collettivo di un italiano la condizione femminile nei paesi arabi non é proprio un esempio di libertà e rispetto. Invece per le strade di Marrakech la maggior parte delle donne é vestita all’occidentale e non porta il velo, guidano le macchine, lavorano, escono a passeggio tra amici… Quello che mi aveva colpito era anche il fatto che nella stessa famiglia ci fossero una ragazza che portava il velo e la sorella no, lasciando pensare che fosse una scelta personale e non imposta.

Questa é stata la prima impressione. Poi con il tempo ci si rende conto che la mentalità è ancora molto chiusa e che spesso la “scelta” di portare il velo é dettata dalla ricerca di un quieto vivere piuttosto che da una convinzione religiosa. Nei ceti medio-bassi infatti la ragazza senza velo é vista un po’ come una poco di buono e molte scelgono di coprirsi i capelli per evitare le malelingue e i commenti poco carini per strada.

Inoltre ho la sensazione che negli ultimi anni siano aumentate le donne con il velo e soprattutto quelle col velo integrale (che copre tutto il viso).

La situazione è però molto contradittoria perché se da un lato ho notato un aumento delle donne che portano il velo e soprattutto quelle col velo integrale (che copre tutto il viso), dall’altro lato si stanno facendo molti passi avanti a livello istituzionale.

Da non molti anni infatti hanno riformato il codice della famiglia e ora una donna può decidere di divorziare dal marito (prima solo l’uomo poteva prendere questa decisione).

Ora sono vietati i matrimoni di ragazze minorenni.

E da pochissimo hanno abolito una legge che obbligava la vittima di uno stupro a sposare il suo violentatore…

Insomma per la legge, la donna ha diritti pari all’uomo. Ovviamente questo non si riperquote immediatamente sulla società, ci vorrà del tempo per cambiare la mentalità delle persone. Ma é un primo passo e in questo giorno di festa io vorrei vederlo come un messaggio di speranza per tutte quelle donne che sono ancora “schiave” dei mariti o dei padri.

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