Markovski: “Deve passare il brutto momento”

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7 marzo 2013

PESARO – “Adda passa’ ‘a nuttata”. Zare Markovski si scopre Eduardo De Filippo, ma la commedia deve cambiare titolo: da “Napoli Milionaria!” a “Pesaro in gramaglie”.

Markovski con la tuta della Vuelle

E’ il sentimento che si respira da domenica sera, dalla sirena finale che ha fatto calare il sipario su Scavolini-Trenkwalder e ribadito che sarà una stagione da vivere sul filo del rasoio. Le vittorie di Avellino, con Biella e Siena, ma anche le buone prestazioni contro Roma, Venezia e Sassari avevano illuso. Tutti. Meno il coach, sempre molto pragmatico. Questo pomeriggio Markovski incontra la stampa. Noi l’abbiamo ascoltato a lungo anche ieri, subito dopo l’amichevole con la Biancoblù Bologna. Un allenamento che ha confermato il buio profondo in cui è precipitato il gruppo in biancorosso dopo la sconfitta con i reggiani.

“Era una partita praticamente nostra, dopo avere costretto Reggio Emilia a giocare male e soprattutto dopo il 17 a 2 a cavallo tra terzo e quarto periodo. A mio parere abbiamo pagato la stanchezza fisica accumulata, come si è visto anche stasera (mercoledì; ndr), e siamo stati penalizzati dai tiri liberi”.

Anche con Bologna avete mostrato non poche difficoltà…
“Siamo ancora sotto choc. Abbiamo trascorso il martedì tra due riunioni e allenamenti cercando di sottolineare le cose positive che abbiamo fatto, per cercare di uscire dalla pressione, sia fisica sia psicologica. Nelle ultime due settimane abbiamo perso lo smalto che aveva contraddistinto il lavoro nel periodo precedente. Per malattie (la febbre di Barbour, che comunque si è messo a disposizione della squadra) e infortuni (Amici e soprattutto Flamini), ci siamo allenati in pochi e quindi male. Io lo vedo non tanto dalla difesa, quanto dall’attacco, perché tantissimi tiri non sono entrati, anche con la Biancoblù, per colpa delle gambe. E’ un momento che deve passare…”. La famosa “nuttata”.

Avete fatto un po’ come la mucca bosniaca cara al professor Aleksandar Nikolić che prima produce una secchia di buon latte e poi lo rovescia con una codata…
“No, non è così. Magari dovevamo raccogliere più latte. Meritavamo di più, ma non è che abbiamo costruito tante vittorie per poi gettarle via. Siamo gli stessi di prima, quelli che devono arrivare alla sesta vittoria il prima possibile”.

Arriva l’Enel Brindisi, reduce da un’incredibile sconfitta contro Sassari: avanti di 14 punti, si è fatta riprendere prima e superare poi da un’avversaria che giocava con Thornton in panchina ed Easley in viaggio di ritorno dagli Stati Uniti. Attenzione, però, perché l’Enel ha punti (81,4 di media) nelle mani.
“Dobbiamo vederla così, per essere a metà dell’opera: è un’altra occasione per prendere due punti. Vorrei sottolineare un episodio di domenica scorsa: a 3 minuti dal termine, avanti di un punto, il pubblico si è alzato in piedi e, capendo che eravamo in difficoltà per stanchezza fisica, ha cercato di darci coraggio. Ma siamo soprattutto noi a dovere coinvolgere il pubblico, a farci sostenere alla ricerca della sesta vittoria. Dove non arriva il fisico, deve riuscire lo spirito, di tutti, noi in campo, il pubblico in tribuna”.

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