Un Salvatore per il piccolo Federico? Il caso di Torino

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7 marzo 2013

PESARO – Un Salvatore di nome e, forse, anche di fatto. Perché il Salvatore potrà essere curato con le cellule staminali attraverso il metodo Stamina: il giudice del lavoro di Torino, Mauro Mollo, questa mattina ha autorizzato le cure nei confronti del ragazzo di 39 anni affetto dalla sindrome di Niemann Pick, una terribile malattia neurodegenerativa che porta a perdere progressivamente l’uso dei muscoli. Il giudice ha anche stabilito che quelle cure non potranno tuttavia essere eseguite all’ospedale Spedali Civili di Brescia, dove si trova il laboratorio bloccato dall’Aifa, bensì in un’altra “cell factory”. Un passo avanti, comunque, e che apre forse una strada anche al piccolo Federico e ai suoi genitori, Vito e Tiziana, che questo venerdì terranno un sit-in davanti al Tribunale di Pesaro, alle ore 12, per sollecitare l’approvazione del giudice e iniziare l’infusione delle staminali con il metodo Stamina. Federico, poco più di due anni di vita, è affetto dal morbo di Krabbe, una malattia metabolica-neurologica autosomica recessiva.

La storia di Salvatore, arrivato in ambulanza il 12 febbraio scorso in tribunale, assieme al padre, Luigi Bonavita, che sta portando avanti un’analoga battaglia anche per la figlia più giovane Erika, affetta dalla stessa malattia, potrebbe aprire una porta.

Sono in molti, in tutti Italia, a rivolgersi ai tribunali civili – come riporta il Corriere della Sera – per ottenere questo tipo di cure su cui sono in corso forti discussioni anche a livello scientifico (del caso si è occupata anche la trasmissione Le Iene).

Il giudice Mollo nel dispositivo, ha riconosciuto l’evidenza dei miglioramenti ottenuti dal ragazzo in seguito a un primo ciclo di cure. Ma per Luigi Bonavita la sentenza non è completamente positiva: “Ora abbiamo il grosso problema di riuscire a trovare un laboratorio che accetti di eseguire gratuitamente questo tipo di cure… – ha dichiarato al Corriere della Sera -. Spero che una sentenza come questa possa aprire spiragli anche per gli altri, ma devo leggerla e approfondire perché non vorrei che nei fatti risultasse inapplicabile e non portasse alcun beneficio a mio figlio. Per esempio, questo potrebbe accadere se l’ospedale di Brescia si rifiutasse o semplicemente non trovasse un altro laboratorio idoneo a somministrargli la terapia. Il punto fondamentale è che oggi il giudice ha stabilito che si debba usare la metodica Stamina che mio figlio ha già sperimentato nel 2008. Sono passati cinque anni e non ha avuto alcuna conseguenza. Insistiamo su questo tipo di terapia perché pensiamo possa dare dei risultati. Se non fosse stata interrotta, a oggi Salvatore sarebbe potuto ulteriormente migliorare: già allora lo avevamo quasi rimesso in piedi. Il giudice merita rispetto ma ora bisogna trovare modo di applicare la sentenza, che altrimenti rischia di restare lettera morta”.

LA LETTERA FIRMATA DA 400 MAMME E FUTURE MAMME

Per leggerla clicca qui: http://www.pu24.it/2013/03/06/un-sit-in-davanti-al-tribunale-per-il-piccolo-federico/

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