“Opere accessorie: gli espropriati rischiano la miseria”

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14 marzo 2013

 dal Presidente dell’Associazione SOLO PESARO avv. Corrado Brancati riceviamo e pubblichiamo:

 

Abbiamo appreso in questi giorni che il Comune ha presentato alle commissioni consiliari la bozza di convenzione predisposta tra Autostrade per l’Italia, Regione Marche, Provincia di Pesaro e Comune di Pesaro.

Nel rinnovare il nostro no al nuovo casello -quello previsto a Santa Veneranda- inutile, costoso e dannoso, vogliamo denunciare un gravissimo elemento presente nella convenzione suddetta.

All’art. 2, p. 11 ultimo comma si dice: “Il Comune si impegna a variare il Prg vigente qualora sulle aree dove verranno realizzate le opere complementari dovessero gravare diritti edificatori”.

L’impegno richiesto al Comune di Pesaro è gravissimo. La normativa in materia espropriativa prevede che ai proprietari debba essere corrisposto il pieno valore di mercato del bene che deve essere espropriato e su questo punto si è espressa con fermezza anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Ora Autostrade per l’Italia e il Comune di Pesaro cercano con questo accordo, di aggirare la norma. Si dice infatti che il Comune si assume l’obbligo di variare il Prg prima dell’approvazione del progetto delle opere complementari, cosicché quando i terreni saranno espropriati, questi saranno tutti terreni agricoli.

Il danno prodotto ai proprietari è immenso, se teniamo conto del fatto che un terreno edificabile può valere, se residenziale, anche oltre 500 euro/mq, mentre un terreno agricolo non supera i 15/20 euro; tanto più che poi Autostrade, come fatto per la terza corsia, pretende di pagare i terreni agricoli a 7 euro/mq.

Si cerca con gravità assoluta ed in maniera del tutto illegittima, di aggirare una norma di legge, facendo pesare i costi dell’esproprio proprio sui soggetti più deboli, ossia su quelli che verranno espropriati: non basta che gli espropriati debbano già subire la sottrazione forzosa dei terreni contro la propria volontà, li si vuole privare anche del valore economico che detti beni hanno. Immaginiamoci il caso di chi abbia comprato un fazzoletto di terra di 1000 metri per costruirvi una casa ed abbia speso 300-400.000 euro; si troverebbe d’un colpo ad avere un terreno che non ne vale più di 20.000 euro. Lo stesso vale per le imprese che abbiano comprato terreni per capannoni e fabbriche.

Tale impegno che la convenzione vuole imporre al Comune, è moralmente riprovevole e giuridicamente illegittimo ed inaccettabile. Speriamo sinceramente che il Comune di Pesaro sia in buona fede e non abbia compreso il tecnicismo sottinteso (in tal caso restiamo disponibili per chiarimenti). Chiediamo al Comune di Pesaro, al Sindaco e al Consiglio Comunale di intervenire immediatamente su questo punto che, si ripete, è di una gravità assoluta.

Ove poi si dovesse davvero giungere alla sottoscrizione della convenzione senza che il passaggio venga stralciato, avanzeremo senza aspettare un istante un esposto alla Procura della Repubblica, in quanto la convenzione aggirerebbe fraudolentemente una norma di legge. Tuteleremo poi tutti i proprietari avanti al Tar ed al Tribunale Ordinario e già da ora li invitiamo ad unirsi tra loro al fine di scongiurare questa gravissima minaccia.

Non è davvero possibile accettare che un meschino aggiramento delle norme di legge, rischi di ridurre sul lastrico famiglie ed imprese pesaresi che magari su un pezzo di terra hanno investito tutti i loro averi: in questo momento, poi, non ce n’è proprio bisogno”.

 

 

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