Cantiere Navale, nuova asta per ridare speranza

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21 marzo 2013

Cantiere navale

Il cantiere navale di Pesaro

PESARO – Una nuova asta per il Cantiere Navale significa continuare a credere nella cantieristica ed in un possibile diverso futuro per il nuovo scalo pesarese. CNA Nautica saluta positivamente il nuovo bando sull’ex Cantiere Navale redatto dal curatore fallimentare Giorgio Gragnola che riaccende qualche speranza su un polo produttivo importante attorno al quale operano altre importanti attività della nautica che hanno fatto grande la realtà cantieristica pesarese.

Secondo il presidente di CNA Nautica, Daniele Volpini, “questo bando può riparire i giochi sul destino di un sito produttivo che negli ultimi anni – prima della grande crisi del comparto e nonostante le difficoltà infrastrutturali date dallo scalo stesso – si era particolarmente distinto per capacità, qualità e tecnologia. Come ad esempio le gasiere prodotte a Pesaro con altissimi livelli di sicurezza e tecnologia che stanno solcando i mari di tutto il mondo. O, infine, come le navette oceaniche Naumakos. Insomma un mix di tecnologia, capacità e tradizione che non può e non deve essere disperso”.

“A maggior ragione ora – dice Moreno Bordoni, neo segretario provinciale della CNA – che si sta lavorando alla realizzazione del nuovo porto per il quale si prevede tra l’altro un intervento entro l’anno per l’aumento del pescaggio. Grazie alla realizzazione dei due nuovi moli, ed in futuro a quello della sistemazione delle banchine e delle altre infrastrutture previste, non è vietato pensare ad un rilancio della cantieristica, seppure rimodulata in base alle nuove esigenze del mercato”.

“Il Cantiere Navale – aggiunge Volpini – potrebbe riconvertire la propria produzione relativamente ad imbarcazioni di medie e piccole dimensioni. La seppur breve esperienza delle navi oceaniche, di piccoli traghetti e del refitting di prestigiosi yacht potrebbe essere una delle strade percorribili. Rilanciare la cantieristica in base alle esigenze di mercato non è impossibile: ci vuole molta flessibilità ed un minimo di progettazione ed investimenti. Ma attorno al Cantiere Navale, c’è un indotto straordinario. Decine e decine di imprese specializzate che possono far tornare competitivo e subito la cantieristica pesarese”.

“Certo – aggiungono Bordoni e Volpini – adesso occorre lavorare tutti al completamento definitivo dei lavori. Finito il primo stralcio, bisogna mettere velocemente mano al secondo. L’impegno di tutti (Camera di Commercio, Capitaneria, Comune, Associazioni), in questo senso sarà fondamentale”.

Così come importante sarà risolvere il problema del Fiume Foglia, dove ci sono ben 800 imbarcazioni ormeggiate (molte sono quelle che si trovavano nella vecchia darsena), dove il pescaggio e la sicurezza sono ridotti ai minimi termini”.

“ Quanto a concorsi di idee sul rilancio dell’area portuale da un punto di vista ricreativo-turistico, pensiamo sia utile che si sviluppino nell’area dell’ex Consorzio Agrario e comunque dalla parte opposta sulla quale insistono le attività della cantieristica”.

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