Dove finisce lo Stato e inizia la Persona?

di 

25 marzo 2013

di Stefano Rossi*

 

Ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con l’avvocato Tiziana Cucco, il legale della famiglia di Fano in lotta fino pochi giorni fa nella dura e penosa battaglia che ha portato il piccolissimo Federico a ricevere le tanto sospirate cure compassionevoli presso l’ospedale di Brescia.

La manifestazione per il piccolo Federico davanti al Tribunale di Pesaro. Foto tratta dalla Pagina Fb "Una speranza per Federico"

Ho così schiarito, quel poco, le idee che mi ero fatto dopo aver letto articolo su articolo nei giornali locali e nazionali. Argomento, questo, che coinvolge medici, scienziati, avvocati, associazioni… E per ultimo ma di fondamentale importanza lo Stato; colui che esercita il potere sovrano.

La battaglia di Federico è stata vinta in tribunale, grazie alla copiosa documentazione aggiuntiva a supporto. Per altri non è andata così.

Il problema – dice l’avvocato Tiziana Cucco – è che avendo l’Aifa bloccato l’attività del laboratorio di Brescia inerente alla metodologia Stamina, a seguito dell’ispezione del maggio del 2012 (vi è anche una diffida Aifa del novembre 2012), solo un Giudice può ordinare agli ospedali di somministrare le cure compassionevoli con il metodo sopra indicato. E avverso l’ordinanza pende un giudizio dinnanzi al tar di Brescia avente ad oggetto l’annullamento dell’ordinanza Aifa.

E per i medici, di contro – aggiungo io apprendendolo dai giornali -, risulta inammissibile che sia un giudice a dare il via libera alla somministrazione di cellule staminali, quando dovrebbero essere gli stessi specialisti i più indicati a farlo; senza dimenticare la fetta a favore e quella contro le cure compassionevoli.
Si arriva poi ai casi più disperati, nei quali ogni tentativo è andato fallito e non resta che rivolgersi direttamente allo Stato; ultimo approdo da cui poter vedere partire la nave della speranza di padri, madri e figli, libera una volta per tutte dei pesanti ormeggi della burocrazia; ma non si ha traccia di grazia concessa dal ministro, per ora. Oppure, come è accaduto per la piccola di Firenze, stretta nella morsa del tempo in cui diventava necessario intervenire, ricorrere all’espediente del cambio di residenza. Rimettendosi nelle mani di un nuovo tribunale che potesse accordare immediatamente per via legale il proseguimento delle cure, ciò che non si era riusciti a fare con quello di Firenze.
Ma ad un certo punto, chiunque credo, seguendo gli intricati sviluppi e le infinite questioni, disorientato di fronte ad un perpetuo e surreale arricciarsi della risoluzione, non ha potuto fare a meno di porsi delle domande. Domande, le mie, che da sole descrivono un personale punto di vista.
Dove finisce lo Stato e inizia la Persona, la libera volontà della Persona? a chi spetta l’ultima parola? in un certo momento, al potere dello Stato, non dovrebbe subentrare il potere della Persona? una personacrazia piuttosto che l’egemonia della sola burocrazia? possibile che in simili casi, la Persona, non abbia alcun potere decisionale e debba rimanere invece indissolubilmente legata alle esitazioni dello Stato? e che occorrano sollevazioni popolari? non è sufficiente assumersi la responsabilità della propria decisione quando non resta altro da fare? c’è una scissione che indica fin dove lo Stato può intervenire ma non oltre? esistono questi spazi esclusivi o riservati? è etico quello che è accaduto e sta accadendo?

 

 

* scrittore pesarese, autore per la casa editrice Giuseppe Meligrana Editore del romanzo breve “A pié di Parigi” (disponibile solo in formato ebook – http://www.meligranaeditore.com/a-pie-di-parigi_2600784.htm)

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