Lavoro: in 14 mila cercano occupazione in provincia

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28 marzo 2013

Occupati

Secondo i dati forniti dalla Cgil Pesaro sono 162.454 mila gli occupati nella provincia di Pesaro-Urbino nel 2012; rispetto lo scorso anno si riscontra un incremento sostenuto e pari al 3,4%. Tale dinamica è in controtendenza al generale andamento osservato nelle varie aree del Paese. Alla sostanziale stabilità delle Marche (+0,3%), si accompagna una moderata contrazione nel Nord Italia (-0,4% Nord Ovest, -0,1% Nord Est). Nelle restanti province delle Marche l’occupazione rimane stazionaria in Ancona (+0,1%) e flette marginalmente a Macerata (-0,5%). Più accentuato il calo registrato ad Ascoli Piceno e Fermo (-2,1% e -1,8%) rispettivamente.

Il tasso di occupazione sale così al 66,4%, circa due punti percentuali in più rispetto all’anno precedente, attestandosi ad un valore che, seppur di poco, risulta superiore a quello del Nord Est (66,2%). Nelle Marche il tasso di occupazione si attesta al 62,6%, in Italia al 56,8%.

Forte è l’aumento della partecipazione al mercato del lavoro nella nostra provincia (dato Forze Lavoro) che ha pochi riscontri sul territorio nazionale: l’incremento registrato a Pesaro Urbino è il più accentuato tra tutte le province del Centro Nord (+ 6,2%, da 166.212 a 176.507). Tre quarti di questo incremento è dovuto alla componente femminile. Si può sicuramente affermare che l’aumento della partecipazione al lavoro è dovuto quasi interamente al mutato atteggiamento delle persone che, a causa della crisi e della riduzione del reddito familiare aggiunte alle incerte prospettive economiche ha spinto le stesse a procurarsi un’occupazione, nella maggior parte dei casi precaria o ad aggiungersi alla lunga lista delle persone in cerca di lavoro.

Lavoratori dipendenti

Nel nostro territorio aumenta sia l’occupazione dipendente (+3,5%; +4.053), che quella non alle dipendenze (+3,2%; +1.331 unità). La prima arriva a sfiorare le 120mila unità, la seconda si attesta a 42.640. A queste dinamiche potrebbe aver contribuito sia la recente riforma pensionistica sia la riforma del lavoro Fornero in particolare per i limiti che sono stati posti al lavoro intermittente (“ a chiamata”), che era fortemente presente nella nostra provincia, in molti casi sostituito da lavoro a tempo determinato, spesso a part-time.

La crisi ancora morde in tutto il manifatturiero: meno 1,6% di occupati, risultato di due opposte componenti, forte crescita degli autonomi ( + 10,6% pari a 641 addetti ) e forte contrazione dei dipendenti (-3,7% pari a 1324 occupati in meno) che nel 2012 si attestano a 34381. L’incremento del lavoro autonomo nel manifatturiero risulta anomalo in quanto possiamo di certo dire che non si tratta di nuovi imprenditori in quanto le ditte individuali risultano in calo del 3,7% (dato Movimprese). Si tratta, quasi certamente, di un’occupazione saltuaria, precaria se non addirittura di lavoro dipendente mascherato da lavoro autonomo. Nelle costruzioni il trend è negativo per il terzo anno consecutivo (- 2,8%) cosi come nel settore dell’agricoltura (- 15, 3%). L’incremento degli occupati si concentra quindi interamente nel terziario (+7,6% , 7302 lavoratori in più rispetto al 2011 di cui 1800 nel commercio e turismo). Dinamiche più accentuate per il lavoro dipendente rispetto a quello autonomo, con un calo importante del lavoro intermittente a favore del lavoro a tempo determinato, a dimostrazione di come fossero giuste le nostre denunce sul fatto che l’enorme crescita nelle Marche e a Pesaro del lavoro a chiamata in realtà mascherasse lavoro dipendente a tempo determinato o indeterminato.

Persone in cerca di occupazione

Sono 14mila le persone in cerca di occupazione nel 2012, il 53,7% in più rispetto al 2011 quando i disoccupati erano 9143. Questo dato è davvero drammatico e segnala una dinamica decisamente superiore sia alle Marche (+ 39,7%) sia a quella delle regioni del centro (+ 27,3%)

Dei 14mila in cerca di occupazione, 8270 sono donne (+71,2% rispetto al 2011), il dato di gran lunga più elevato dal 2004. (nel 2007, prima della crisi, erano appena 2874). Il dato della disoccupazione femminile è drammaticamente in crescita, molto di più della media regionale.

Gli uomini in cerca di occupazione nel 2012 sono circa 5784: +34% rispetto al 2011 e più del doppio rispetto al biennio 2007 e 2008.

Tasso di disoccupazione

Nel 2012 si è registrato un tasso di disoccupazione pari all’8%, il più elevato dal 2004 – era 3,3% nel 2007 – , e superiore di oltre due punti percentuali rispetto al 2011 (5,5%).

Il tasso di disoccupazione aumenta per tutte le fasce di età

Il tasso di disoccupazione femminile è pari al 10,5%: è il valore più alto dal 2004 e vicino alla media regionale (10,6%) come era accaduto nel 2009.

Il tasso di disoccupazione maschile del 2012 è pari al 5,9%, oltre un punto percentuale in più rispetto al 2011 (era il 4,5%) ed inferiore alla media regionale pari al 7,9%.

Il tasso di disoccupazione 15-24 sale al 25,1%, 3,2 punti percentuali in più rispetto al 2011. Si colloca a circa 3,5 punti sotto la media regionale e quasi un punto sopra quella del nord est. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile è del 35,3%.

Il fenomeno colpisce soprattutto le giovani donne (34,4% a fronte di una media italiana pari allo 37,5%). Nel Nord Est è al 25%, nelle Marche al 31,9%. Le differenze di genere, nel segmento 15 – 24, sono assai elevate e si attestano a 14,6 punti perc. (sono 5,2 nelle Marche).

Fonte: Cgil Pesaro

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