Dramma durante la partita: uomo salvato in via Nanterre

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1 aprile 2013

PESARO – Gli hanno salvato la vita sul filo dei secondi. Gli uomini del Potes 118 di Pesaro, grazie a un intervento perfetto per tempistica e velocità, questa mattina sono entrati in azione all’interno di una  palestra di via Nanterre, dove hanno rianimato un milanese di 68 anni, colpito da arresto cardiaco, che si trovava lì in veste di accompagnatore di una squadra di minibasket. E pensare che i presenti, coinvolti dall’angoscia del momento, in un primo momento avevano pure ripreso duramente gli uomini del Potes che, a loro dire, ci avevano messo troppo tempo per intervenire.

Ambulanza traffico

L’uomo era già in fase “gasping”, stava cioè producendo gli ultimi respiri agonici. Ma nonostante una iniziale errata interpretazione dell’accaduto (da parte chi ha effettuato telefonicamente la segnalazione che, evidentemente, non si era reso conto della gravità), con un codice rosso anziché avanzato, il Potes 118 di Pesaro è stato comunque solerte per tempistica e velocità di intervento salvando alla fine la vita all’uomo. In quella palestra, nonostante si trattasse di un torneo ufficiale, non c’era infatti un defibrillatore: lo hanno portato gli uomini del 118 e, con due scariche, hanno letteralmente riportato in vita l’uomo che, poi, è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore. L’origine dell’arresto cardiaco, probabilmente, è stato dovuto a un problema celebrale.

6 Commenti to “Dramma durante la partita: uomo salvato in via Nanterre”

  1. Filippo scrive:

    Io ero presente in quanto istruttore di una delle due squadre che stavano giocando. Sperando di vedere presto il signore, protagonista suo malgrado, fare ritorno a casa a Milano con i suoi cari, devo constatare che in poche righe, il signor Gianluca Murgia è riuscito a scrivere diverse cose non vere, inevitabile non essendo presente. I presenti non hanno proferito parola verso gli operatori del 118, favorendone anzi l’intervento spostando prontamente le auto parcheggiate per far avvicinare il più possibile l’ambulanza, aprendo le porte e sgombrando i corridoi per lasciar passare agevolmente la barella e le eventuali attrezzature al seguito, facendo rientrare i bambini negli spogliatoi per evitare situazioni spiacevoli o di panico che avrebbero potuto interferire nell’intervento dei sanitari. Chi ha chiamato il 118, affianco a me mentre lo faceva, ha chiaramente detto che il signore era a terra, respirava a fatica, aveva perso conoscenza e il polso era debole, non è certo un istruttore di minibasket ad attribuire il codice di un intervento di 118. C’è solo stato bisogno di qualche secondo in più per far capire esattamente quale fosse la palestra di via nanterre visto che per la manifestazione, nella stessa via sono state utilizzate anche le palestre dell’istituto Genga e Bramante. La presenza di un defibrillatore è inutile se poi non lo si sa utilizzare. Peccato dover speculare anche su eventi del genere.

    • admin scrive:

      Gentile lettore, sono stati gli stessi uomini del 118 a raccontarci l’accaduto e a sottolineare come, nonostante l’incomprensione sulla segnalazione (data per codice rosso, e non rosso avanzato), si sia salvata una vita grazie alla velocità del Potes. Sempre loro ci hanno rimarcato come all’arrivo sia stati “infamati” da alcuni presenti, ovviamente presi anche dalla tensione del momento, su un presunto ritardo nella loro azione. Nessuna speculazione, questa è solo cronaca. Come il fatto che nei tornei (ma questo è un dato di fatto, non un’accusa nei vostri confronti) non venga messo obbligatoriamente un defibrillatore. Va da sé, poi, che con la presenza di un defibrillatore serva poi almeno uno che lo sappia usare: non serve una laurea… il corso dura poche ore e, per esempio, sia l’Aiac provinciale che alcune società sportive locali lo hanno fatto nei mesi scorsi per i loro tesserati. Grazie comunque per il suo prezioso punto di vista. Gianluca Murgia

  2. Filippo scrive:

    Ripeto: l’attribuzione del codice viene data dalla centrale del 118 che riceve la chiamata, non certo da chi chiama la centrale per ricevere il soccorso, che semplicemente descrive ciò che vede e di certo non conosce i codici di intervento del 118.
    Non mi dilungo oltre su queste presunte “infamate”, non credo sia utile proseguire dicendo “si, ci sono state” o “no, non ci sono state”. Presente, dall’arrivo alla partenza, non ne ho mai sentite.
    La legge che rende obbligatoria la presenza di un defibrillatore presso ogni impianto sportivo c’è, ma essendo quella una palestra scolastica, non è certo l’organizzazione di un torneo o una società, piuttosto che un’altra, a doversene dotare, ma l’istituto scolastico stesso, tutto questo per la precisione.
    Non so cosa ci voglia per poter utilizzare un defibrillatore, sicuramente un corso, magari nemmeno così complicato, ma non credo basti saperlo usare, bisognerebbe pure sapere quando è opportuno usarlo: i sanitari del 118 hanno praticato il massaggio, poi l’intubazione, poi sono state praticate non so se delle flebo o fatte delle iniezioni e solo dopo tutto ciò è stato utilizzato il defibrillatore.
    per tutto ciò non credo proprio sia sufficiente un corso per saper utilizzare questa apparecchiatura…
    mi sento solo di dire che la cronaca, prima di scriverla, bisognerebbe pure verificarla, neppure per capire questo ci vuole una laurea…

    • admin scrive:

      Le ripetiamo anche noi: grazie per la sua segnalazione, grazie per il suo punto di vista, grazie veramente per la sua discussione in merito all’accaduto. La cronaca è stata verificata sentendo la fonte, in questo caso, principale e – se ci consente – più qualificata: gli uomini del 118 che, anzi, vanno solamente elogiati per aver letteralmente salvato una vita.
      Detto questo, le ripetiamo, l’articolo non voleva essere e non è stato un attacco nei confronti di chi ha organizzato il torneo. E che la presenza e una figura incaricata dell’utilizzo di un defibrillatore nelle strutture pubbliche o manifestazione pubbliche sia necessaria e utile non lo dico io, lo dicono da tempo persone ben più qualificate di me in materia. Saluti, la redazione

  3. Filippo scrive:

    Io non prendo le parti di nessuno e non faccio certo parte dell’organizzazione del torneo in questione ma sono un semplice partecipante assieme ai miei ragazzi. E in quanto presente, ci tenevo solo a precisare i fatti da voi erroneamente riportati. Poi da dove li prendiate o chi ve li racconta io non posso saperlo, so che ero li è le cose non sono andate come avete scritto, tutto qua.

  4. francesca scrive:

    mi scusi signor Filippo ma lei non ha niente da fare? Io trovo questo giornale molto vero a differenza di altri,ma probabilmente lei non lo vede così spesso, da avere termini di paragone.

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