Markovski: “Ci attende una partita affascinante”

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3 aprile 2013

PESARO – Verso Milano, pensando che sulla carta sarebbe una sfida impossibile, perché con gli stipendi di Bourousis e Fotsis la Vuelle ci si paga l’intera stagione. La carta, però, non assegna punti. La superiorità sulla carta deve essere confermata in campo e come sottolineava i giorni scorsi Sergio Scariolo, intervistato da Sky, la partita con Pesaro è di quelle che, durante la stagione in corso, hanno fatto male alla sua EA7 Emporio Armani, sconfitta sul parquet amico da sette squadre (Reggio Emilia, Venezia, Sassari, Varese, Cantù, Cremona e Montegranaro).

Alessandro Amici con Zare Markovski. Foto Fraternale Meloni

Che poi Milano, tra andata e ritorno, si sia presa la rivincita con quattro di queste, è la conferma della regola che potrebbe essere perpetuata dai biancorossi di Markovski, sconfitti ingiustamente (70-72) sul parquet dell’Adriatic Arena.

 

L’allenatore biancorosso, però, non condivide il nostro pensiero. Per lui, vincere in casa o fuori cambia poco, perché i punti in palio sono gli stessi.

 

“Sempre di due punti si tratta, che entrino da vittorie in casa o fuori”.

 

Contro Milano la Scavolini è attesa…

 

“Da una partita affascinante, contro la squadra che ha l’organico più forte del campionato. Non credo ci sia bisogno di ulteriori stimoli. Magari possiamo ricordare la gara di andata, quando abbiamo perso dopo avere avuto anche vantaggi cospicui. Solo che dobbiamo essere consapevoli che per metterli in difficoltà dobbiamo dare il 100 per 100”.

 

Dall’andata a oggi, Milano è cambiata, avendo perso i due playmaker Cook e Stipčević e un lungo come Hendrix.

 

“Pure con questi cambi, non sono tanto diversi. L’Olimpia è forte, ma non mi interessa quali sapere quali sono i suoi problemi. Io so che sabato scorso a Sassari non ha concesso alla seconda in classifica tutto quello che aveva concesso, in casa, a Cremona e Montegranaro”.

 

Come gioca?

 

“…Gioca. Noi dovremo aumentare la nostra attenzione sui loro lunghi, alti e pesanti, ma anche su playmaker atipico qual è Marques Green. Contro Bologna non abbiamo lavorato bene in difesa, anche se siamo stati fluidi in attacco. Ecco, bisognerà avere ancora questa fluidità e migliorare la difesa”.

 

Il fatto che siate praticamente salvi può provocare un rilassamento?

 

“Il nostro obiettivo è vincere più partite possibili, per la classifica che è fatta della sommatoria delle vittorie, perché siamo professionisti noleggiati per vincere il più possibile. Più vinci, più sei bravo. E ognuno deve avere dentro gli stimoli per dare il massimo, sempre”.

 

Uno stimolo è anche essere un ex… Lei, per esempio…

 

Markovski blocca subito il discorso: “Io non sono un ex. La mia parentesi è stata troppo breve, tanto che già ad agosto sapevo che sarebbe finita presto. La proprietà era in fase di smobilitazione stava per cedere ad Armani. Semmai il mio rammarico è di non essere arrivato sei mesi dopo”.

 

E Stipčević cosa dice della partita di sabato sera?

 

“Io non gli parlo di Milano, lui non me ne parla. Rok ha dentro le motivazioni giuste, non c’è alcun bisogno di fagliele notare”.

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