Di Domenico (Pdl): “La politica non personalizzi le vicende locali ma guardi lontana”

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7 aprile 2013

dal consigliere comunale A. Di Domenico (Pdl) riceviamo e pubblichiamo:

PESARO – Magari ci fossero decine di imprenditori che fossero nelle stesse condizioni di Signoretti; magari si potesse voltare pagina con questo PRG e adattarlo alle situazioni oggettivamente più adeguate; magari non si cementificasse selvaggiamente solo per “norma urbanistica”.

Alessandro Di Domenico

Il consigliere Pdl Alessandro Di Domenico

Credo che la politica non debba esprimere valutazioni soggettive personalizzando i casi di volta in volta; la pregiudiziale sul caso Xanitalia era che non si voleva cementificare terreno agricolo quando il PRG prevedeva nelle vicinanze aree già industriali e artigianali? Ebbene, grazie alla caparbietà imprenditoriale e alla disponibilità dei privati, hanno trovato un accordo, quindi niente cemento in più di quello previsto.

In questo caso è stata la politica ad essere la vera sconfitta; mesi e mesi, anni, persi dietro alle solite logiche di potere e di equilibri elettorali.

Oggi quel tempo è finito; oggi la crisi e la perdita di posti di lavoro hanno modificato il punti di vista dal quale guardare le situazioni.

Non condivido le prese di posizioni nette di chi ha dubbi su questa “variante” scivolando sul personalismo e non allargando l’orizzonte sull’opportunità che rappresenta.

Non li biasimo perché hanno ragione i miei colleghi, nel porre dei dubbi, sul legittimo “sospetto” del solito rapporto tra potere politico e interessi privati che si è svolto incontrastato da oltre 65 anni, nella nostra città, da parte della sinistra nostrana, soprattutto di Villa Fastiggi, ma oggi occorre lungimiranza e pensare che nel 2014 sicuramente qualcosa cambierà.

Non credo che Pesaro possa permettersi di perdere capacità e volontà imprenditoriale proprio in un momento congiunturale come quello che stiamo vivendo, ed è in queste situazione che bisogna trovare la forza di reagire.

La Politica, chi amministra questo territorio, ha il dovere di saper offrire opportunità per chi vuole investire, o ampliare la propria attività, piuttosto che soffocarlo in un mare di burocrazie e, peggio ancora, nei pantani della politica.

Purtroppo lo spettacolo del “teatrino della politica” del centro sinistra di Pesaro è stato teso a dimostrare tutta la sua inaffidabilità e scarsa capacità ad offrire soluzioni perseguibili e la soluzione che si è trovata ne è una dimostrazione…….

 

Pesaro 07 Aprile 2013

Alessandro Di Domenico

Consigliere Comunale P.d.L.

 

 

 

 

 

Continua

 

 

P.S. perché la variante Xanitalia non è una mera speculazione edilizia industriale: continua sotto

1 – l’area agricola in cui vorrebbe costruire Xanitalia è già all’interno di aree industriali e confina con altri capannoni: personalmente non consumerei i prodotti agricoli maturati su quel terreno;

2 – la Ditta ha già un capannone dentro l’area che è considerata agricola;

3 – la costruzione di capannoni su aree agricola che verranno utilizzati dall’azienda stessa non per la vendita degli stessi, non è una speculazione, magari assicurarsi con un vincolo di proprietà per almeno 10 anni;

4 – l’amministrazione comunale può e deve ridurre le aree a destinazione industriale attraverso la riconversione di altre aree; il risarcimento dell’ICI o IMU potrebbe essere chiesto a chi ne ha beneficiato di questa variante;

5 – valutare quale destinazione avrebbero i capannoni che verrebbero abbandonati per valutarne una riconversione, ed anche se si verificasse un plus valore, il comune potrebbe trarne vantaggio con un aumento degli oneri o del cambio di destinazione d’uso;

6 – con la variante si possono chiedere interventi urbanistici e architettonici di qualità, a basso impatto ambientale e con la produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili.

Forse se la finissimo con i pregiudizi, l’invidia e la gelosia, si potrebbe innescare una serie di azioni virtuose che potrebbero far risorgere Pesaro e il suo distretto artigianale e industriale, oggi, in un graduale, ma inesorabile, declino, che potrebbe morire in una lenta eutanasia.

 

 

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