Colucci (M5S): “Aguzzi e i tagli in sanità”

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9 aprile 2013

da Antonio Colucci (Movimento 5 Stelle, Fano) riceviamo e pubblichiamo:

FANO – Aguzzi torna sul tema sanità nella nostra provincia e, solidarizzando con le contestazioni dell’entroterra che maggiormente paga il taglio dei posti letto, mette all’indice gli esponenti provinciali del PD in regione chiedendo conto del loro scarso peso. La nostra provincia, che maggiormente contribuisce alla vittoria del centro-sinistra nella regione, risulta con evidenza la più mortificata dalle scelte che lì vengono prese in ambito sanitario. Pur avendo già un numero di posti-letto sotto la soglia ora considerata virtuosa la nostra non esce indenne dai tagli lineari che la colpiscono in maniera percentuale allo stesso modo delle altre provincie che godono di più ampie dotazioni.

Aguzzi ancora una volta si loda di aver aderito all’azienda Marche Nord, adducendo erroneamente la sicura chiusura del S. Croce in un frangente come l’attuale, quando semmai si sarebbe trattato di una riclassificazione, omettendo anche, chissà perchè, che la stessa sorte sarebbe toccata allora a Pesaro con un bacino di utenza equipollente al nostro. Perdipiù la nostra vicina sarebbe stata – in base al decreto Balduzzi – ancor più danneggiata perdendo sicuramente lo status di azienda che l’integrazione con Fano (grazie ad Aguzzi) gli ha permesso di conservare.

 

Il nostro amato sindaco non comprende e non dice che i tagli dei posti letto nel nostro entroterra andrebbero proprio addebitati al progetto di unico ospedale per la provincia, così come la giunta Spacca prevederebbe anche per le altre. La nostra, proprio perchè zoccolo duro del dominio PD, è destinata a far da pilota. Quindi è solo lo stravolgimento di quel progetto, dei 5 ospedali provinciali a far da satelliti a quello regionale di Torrette che metterebbe a riparo la presenza degli utili presidi per il nostro entroterra. L’alternativa c’è e ce la insegna la Romagna, che tanti nostri malati accoglie, ed è una nuova organizzazione a rete che dando a ciascun attuale nosocomio un ruolo utile e unendo invece quei servizi di retrolinea facesse risparmiare risorse pur lasciando i servizi diretti al cittadino vicino alla sua dimora.

 

 

 

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