“Fano, asfaltatura uguale anarchia e caos”

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9 aprile 2013

DA La Fano dei Quartieri riceviamo e pubblichiamo:

FANO – Interpreti di alcune segnalazioni di cittadini non possiamo non rilevare la totale disorganizzazione e noncuranza di questa amministrazione nella gestione del traffico in occasione dell’esecuzione delle asfaltature.

Che la nostra Città necessitasse di asfaltature e cosa ormai tristemente nota ed evidente, ma che queste venissero eseguite nella più totale anarchia nella gestione del traffico: è uno scempio.

Lo sconcertante scenario è quello assistito oggi in occasione dell’asfaltatura di viale XII settembre dove, nell’ora di punta (ore 8), tutto il traffico all’altezza degli ex capannoni dei carri di carnevale era gestito da un singolo operaio (sic!) che armato di tutina arancione e paletta rosso/verde deviava tutto il traffico della nazionale su via Nini, mentre due vigili monitoravano, non si sa bene cosa e perché, la rotatoria lasciando totalmente sguarniti gli incroci delle vie veri punti nevralgici e di pericolo come quelli congestionati di, ad es.: via Nini e Viale Mariotti con viale Veneto e viale Veneto con via Pisacane questi si gestibili con due soli agenti o con volontari della protezione civile.

Disagi a Fano lavori di asfaltatura

Disagi a Fano lavori di asfaltatura. La storia si ripete

Dunque non basta come cittadini aver subito in tutti questi mesi le pene dell’inferno per cercare di schivare le buche senza creare danni ed incidenti e nel sostenere i costi dei danni arrecati dalle buche stesse, ma ci dobbiamo pure subire la totale disorganizzazione nella gestione del traffico.

Se da un lato i nostri amministratori si sono sempre nascosti, accampando scuse, sull’assenza di fondi per le asfaltature dall’altro rileviamo come l’assenza di una programmata e corretta gestione del traffico rimane esclusivamente in capo alla loro competenza che, in questa occasione senza più scuse, appare totalmente inadeguata mostrando il più totale menefreghismo per i problemi dei cittadini fanesi, sensibilità che siamo convinti risorgere quando si presenteranno a chiederci nuovamente il voto.

 

 

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