“La porta della politica rimane chiusa, però i pesaresi attendono risposte”

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12 aprile 2013

Aspettando Godot

Dal nostro lettore Stefano Giampaoli riceviamo, e pubblichiamo, la seguente riflessione sulla politica di casa nostra:

 

ASPETTANDO I GODOT PESARESI

Tutti si aspettano un “sesamo apriti” ma la porta della politica rimane chiusa; a livello nazionale ed a livello locale.

Andrea Cecconi e Matteo Ricci, i due giovani protagonisti della politica pesarese, fanno piccoli movimenti, quasi impercettibili.

Il puzzle della politica aggiunge sempre nuovi pezzi e, battuta dopo battuta, ai cittadini sfugge la sua ricostruzione.

A noi pesaresi interessa sapere, per esempio, se il nuovo ospedale fra Pesaro e Fano verrà costruito e dove.

Se gli ospedali dell’entroterra (per esempio Cagli) rimarranno a per garantire la salute delle proprie popolazioni.

Come nel testo teatrale di Samuele Beckett “Aspettando GODOT”, i nostri due giovani rappresentanti politici si trovano su un “terreno anonimo” (città, paese, nazione).

Entrambi, proiettati su questioni esclusivamente nazionali, sembrano dimenticare che il nostro territorio ed il suo distretto industriale hanno bisogno di urgenti soluzioni e non di questioni astruse.

Hanno le stesse origini ma sembrano essersi dimenticati come, per i ceti meno abbienti, sia sempre più difficile sbarcare il lunario.

L’uno e l’altro appaiono, sia pure in contesti diversi, in uno scenario immobile.

Estragone (Matteo Ricci) cerca di togliersi dei sassolini dalle scarpe, mentre Vladimiro (Andrea Cecconi) è già stanco vorrebbe andarsene ma non può perché deve aspettare Godot.

Ogni pesarese immagina un diverso Godot (il Presidente Napolitano, Matteo Renzi, Beppe Grillo, per esempio) ma i nostri due giovani rappresentanti politici locali dovrebbero intervenire con più energia, più determinazione e più protagonismo, per farlo arrivare.

Altrimenti tutto sarà immobile.

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