Variante Xanitalia, le considerazione del consigliere Di Bella

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15 aprile 2013

dal consigliere comunale Niccolò Di Bella riceviamo e pubblichiamo:

 

PESARO – In questi giorni l’argomento più discusso in città è senza dubbio quello che riguarda la c.d. “variante Xanitalia”, ovvero un’ipotesi di variante al piano regolatore che si renderebbe “necessaria” per adeguare il piano alle esigenze di un imprenditore intenzionato ad investire e ad espandersi nel nostro territorio.

 

Niccolò Di Bella

Il consigliere comunale Niccolò Di Bella

La prima considerazione che a tutti e al sottoscritto viene in mente è che in un momento storico come quello attuale, in cui la crisi economica e la conseguente disoccupazione stanno infliggendo colpi durissimi a tutto il tessuto socio-economico del Paese, trovare imprese che resistono e che, al contrario, “rilanciano” è una vera fortuna! Sono assolutamente del parere che gli impenditori che decidono di scommettere sul “sistema Italia” debbano essere incentivati e aiutati, e di sicuro la burocrazia è uno dei principali nemici di coloro che vogliono fare impresa nel nostro Paese, rappresentando un costo sia da un punto di vista monetario che da un punto di vista “figurativo” (tempi biblici, inefficienze, sprechi ecc..).

 

Il “problema” è, però, che anche a Pesaro vige un Piano Regolatore, voluto per rendere lo sviluppo del territorio il più armonioso possibile (intento ahimè alquanto fallito…), imponendo regole, destinazioni del suolo, e molto altro ancora; per questo ritengo inopportuno concedere una “maxi-variante” ad un imprenditore che, sebbene ne faccia richiesta per proseguire la sua crescita, intende occupare terreni previsti come agricoli (di cui, se non erro, buona parte di sua proprietà…), quando la previsione del PRG prevede ettari ed ettari di terreni edificabili a pochi metri da quelli oggetto della sua richeista.

 

Perchè penso che sia inopportuno? Perchè in questo modo si farebbe un’eccezione alla regola che si tramuterebbe, inevitabilmente, in un “precedente scomodo”. Perchè tanti altri imprenditori potranno in futuro sentirsi autorizzati o quantomeno legittimati ad avanzare richieste simili, rendendo del tutto inutile lo strumento del PRG.

 

Ci sono poi altri aspetti che rendono questa vicenda alquanto spiacevole.

 

La prima, è che il titolare dell’azienda in questione ha palesemente minacciato , qualora il Comune di Pesaro non ottemperi in tempi brevi alla sua richiesta, di trasferire la produzione nel Comune di Bagnocavallo (vicino a Ravenna), dove pare lo attendano condizioni estremamente vantaggiose da un punto di vista economico.

 

La seconda, è che diverse persone mi hanno portato a conoscenza di come in realtà l’azienda avesse da tempo avviato trattative (anche a stadi decisamente “avanzati”) in zone ben più vicine di Bagnocavallo, come a Fano e a Talacchio di Colbordolo (entrambi nella provincia di Pesaro); due soluzioni che non causerebbero all’attuale personale dipendente i disagi dell’ipotesi di spostamento nel ravennate.

 

La terza, è che veramente non mi capacito di come pur trovandoci di fronte a migliaia di metri quadrati di capannoni sfitti o invenduti, vi sia ancora la necessità di occupare superificie terrestre con nuove edificazioni! Un’assurdità che andrebbe combattuta, incentivando la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Abbiamo fin troppo deturpato irreversibilmente il paesaggio, qualcosa che nel nostro Paese è di sconfinata e inimitabile bellezza. E nonostante il fatto che ancora qualcosa si possa salvare a beneficio delle generazioni future, sono ancora in troppi ad essere convinti del fatto che sia solo il cemento a trainare lo sviluppo economico…

 

Se alla Xanitalia, in passato, erano stato fatte promesse rivelatesi difficilmente attuabili, allora evidentemente qualcuno ha sbagliato, ed è giusto che se ne assuma apertamente la responsabilità (penso, inevitabilmente, a qualche politico locale); d’altra parte però, se ci sono delle regole, è bene che vengano rispettate, altrimenti non ha nemmeno senso porle in essere (vedi il PRG, che comunque a mio avviso sarebbe totalmente da rivedere, essendo mutato lo scenario socio-economico e demografico).

 

Inoltre, ammetto che il “ricatto occupazionale” è un’arma che tiene banco in questo delicato momento, e di certo non è mia intenzione causare disagi alle famiglie di coloro che lavorano in questa azienda; ma leggere certe “minacce” omettendo di portare a conoscenza tutti i dettagli delle ipotesi alternative (vedi, appunto, Fano o Talacchio di Colbordolo), sembra semplicemente una dimostrazione di forza e di arroganza che faccio fatica ad assecondare.

 

Infine, è indubbio di come la Xanitalia sia cresciuta e sia divenuta una realtà di successo grazie ad un imprenditore capace e coraggioso; ma non bisogna dimenticarsi che tutto questo successo è dipeso non solo dalle idee e dalla determinazione del suo proprietario, ma probabilmente anche dall’aver trovato nel nostro territorio quelle condizioni e quelle professionalità che gli hanno permesso di diventare quello che oggi è!

 

Alla luce di tutto questo, ammetto che sono ancora molto incerto sul voto che esprimerò nel Consiglio Comunale del 22 aprile, seduta nella quale saranno presenti anche i dipendenti di Xanitalia (cosa che mi rende assolutamente favorevole! Anzi, ricordo che tutte le sedute del Consiglio Comunale sono aperte al pubblico e visionabili in streaming sul sito del Comune).

 

Purtroppo le leggi “ad personam”, così come le varianti, non mi sono mai piaciute…

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