Le colibrì contro i dirigenti che fanno gli struzzi

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17 aprile 2013

PESARO – I playoff sono iniziati tra struzzi e colibrì?. Nel senso che le colibrì hanno esibito a Piacenza una scritta sulle braccia. In passato, in clima playoff, Guiggi (ah che bei tempi) e compagne mostrarono un acronimo: GUC. Nel senso di Giovani Un C…avolo. Un messaggio a chi non credeva alla gioventù delle biancorosse in chiave scudetto. Loro risposero con i fatti.

 

Struzzi

A Piacenza, martedì sera, le colibrì hanno mostrato la scritta “Voi come gli struzzi”. Un messaggio di solidarietà alle colleghe, ma anche a se stesse a tutto il mondo della pallavolo femminile che sta vivendo la stagione più difficile della sua storia. Tutto nasce da un editoriale di volleyball.it, quotidiano on line che da sempre dedica grande attenzione alle vergogne dirigenziali (a tutti i livelli), schierandosi apertamente – e giustamente aggiungiamo noi – dalla parte di chi è tradito dalle promesse non mantenute di dirigenti che in estate allestiscono squadroni, promettendo stipendi fuori da ogni logica per la condizione del volley, e non solo del volley, italiano, e dall’autunno in poi non pagano.

 

Le ragazze, che hanno chiesto il permesso al presidente Giancarlo Sorbini, hanno spiegato la loro scelta con le parole del capitano Valentina Tirozzi pubblicate nel sito web della Robursport:

 

“Prima di tutto tengo a dire che tutto ciò non ha nulla a che fare con il nostro rapporto con la Robursport, con cui non abbiamo alcun tipo di problema. Posso anzi dire che possiamo considerarci fortunate, a cominciare dalla regolarità dei pagamenti, ed è proprio per questo che ci sentiamo in dovere di stare al fianco di colleghe cui è andata molto peggio. Tutto nasce dalla fitta rete di contatti tra noi atlete delle squadre di serie A e dalla volontà di dare il nostro contributo di idee per uscire da una situazione che quest’anno è diventata insostenibile. Vogliamo creare una struttura associativa che ci unisca e ci tuteli, e tramite questa poter presentare proposte ai vertici di Lega e Federazione; inoltre rivendichiamo il diritto ad avere una nostra rappresentanza all’interno del Consiglio di Lega. La forma di protesta attuata dalla Robur ieri sera sarà adottata da altre squadre, come da accordi intercorsi tra tutte noi”.

 

Ci sembra il minimo, ma – lo abbiamo sottolineato in altre occasioni – anche le atlete hanno le loro colpe perché accettano promesse da chi in precedenza si è distinto per non averle mantenute.

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