Lotta studentesca contro il film proiettato per gli studenti del Mengaroni

PESARO – “Questa mattina agli studenti pesaresi del liceo artistico Mengaroni è stato proiettato il film, se così si può chiamare per via dei contenuti estremamente faziosi e fin troppo lontani dalla realtà, Nazirock, di Claudio Lazzaro, il quale è stato di fatto tagliato e ricucito a seconda dei bisogni diffamatori del regista, e montato ad arte per screditare il movimento di Forza Nuova”. Questo si legge in una nota di Lotta Studentesca che continua: “Inoltre non è un caso che sia proiettato tra i giovanissimi, perchè essi devono essere per primi indottrinati e convinti, sempre utilizzando la menzogna vera e propria oppure la comoda quanto mal interpretata mezza verità, come in questo caso, dell’unicità del pensiero e del politicamente corretto, non lasciando spazio a repliche e a dibattiti. Vogliamo ribadire che indottrinare i più giovani in questo modo non solo è vergognoso dal punto di vista della loro tanto sbandierata libertà di pensiero, che poi come si vede in questi casi non è altro che la libertà di pensare solo in un certo modo, ma è anche estremamente vigliacco, in quanto piuttosto che presentare un dibattito costruttivo con entrambe le parti, si preferisce dare credito e voce solo a una delle due, presentando la propria opinione come l’unica accettabile, magari nel timore di presentare un confronto diretto e vedere la verità venire a galla”.

“Se Nazirock verrà proiettato in futuro anche in altre scuole – conclude la nota – Lotta Studentesca sarà sempre pronta a levare la propria voce contro chi si crede tanto nel giusto da non voler ascoltare altre opinioni se non la propria, e soprattutto contro chi si sente tanto coraggioso da indottrinare i giovani verso l’unicità del pensiero, nel timore costante di un confronto a viso aperto”.

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  1. Ma allora, scusate, se si proietta un film contro la mafia (ad esempio IL GIORNO DELLA CIVETTA di Damiani, oppure I CENTO PASSI di Giordana o ancora GOMORRA di Garrone) si dovrebbe chiamare a partecipare al dibattito, oltre ad un investigatore, ad un giornalista o ad una vittima della mafia, anche qualche mafioso? Propongo questo esempio perché in Italia l’ “apologia del fascismo” è un reato pensale, e perchè il nazifascismo (come ogni totalitarismo, del resto: anche quelli social-comunisti e quelli teocratici, non molto diversi, a mio avviso, dal primo) ha prodotto molte più vittime delle mafie