Lunedì sciopero nelle farmacie pubbliche: i motivi della protesta

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18 aprile 2013

Sciopero dei farmacisti

PESARO – Lunedì 22 aprile sciopero nazionale delle Farmacie Pubbliche per il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale, scaduto ormai da più di due anni. Simone Paolucci (FILCAMS/CGIL), Domenico Montillo (FISASCAT/CISL) e Fabrizio Bontà (UILTuCS/UIL) informano che “nella mattina di lunedì, come sindacato insieme ai dipendenti, ci troveremo davanti alla Farmacia di turno, a Muraglia, dove faremo del volantinaggio per sensibilizzare l’opinione pubblica. Il pomeriggio, verso le 17.30, porteremo a conoscenza delle problematiche di questo settore anche il Consiglio comunale. Mercoledì 24 aprile, alle 11.30, saremo ricevuti dal Sindaco che si è dimostrato subito disponibile ad ascoltare le nostre istanze”.

 

LE RAGIONI DELLA PROTESTA

“Dopo due anni dalla scadenza del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e dopo uno sciopero fatto circa un anno fa – scrivono Paolucci (FILCAMS/CGIL), Montillo (FISASCAT/CISL) e Bontà (UILTuCS/UIL) – il comparto delle Farmacie ex Comunali si ritrova a dover scioperare nuovamente (lunedì 22 aprile) per lo stallo che sta, purtroppo, caratterizzando la trattativa per il rinnovo dello stesso.

L’Associazione datoriale deputata a trattare con le sigle sindacali scriventi, Assofarm, ha disdettato il vecchio Contratto; ha, unilateralmente, applicato un regolamento interno che ha peggiorato le condizioni economiche e normative dei lavoratori; ha accusato gli stessi, unitamente al Sindacato, di essere insensibili al momento contingente attuale…

Ci si dimentica però che i lavoratori e le lavoratrici di questo Settore svolgono, nonostante tutto e in maniera esemplare, il loro lavoro senza battere ciglio e, come se non bastasse, vengono accusati anche di scarsa sensibilità…

Ci sembra troppo! Anche perchè le nostre richieste non ci sembrano fuori dal contesto economico che sta vivendo il nostro Paese: visto il cambiamento di Contratto, chiedevamo la non assorbibilità degli aumenti contrattuali per i vecchi assunti; chiedevamo di concertare l’organizzazione del lavoro, senza lasciarla totalmente in mano alle Aziende; e chiedevamo, per i nuovi assunti, di raggiungere come gli altri dipendenti, il monte-ore permessi retribuiti dopo alcuni anni di anzianità di servizio.

Non ci sembravano, e non ci sembrano, richieste insormontabili: ma i matrimoni si fanno in due e quando una parte non vuol sentire, e anzi rilancia al ribasso e accusa con informazioni strumentali e non veritiere, diventa persin difficile anche imbastire una minima trattativa”.

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