Ricci: “La nuova generazione è Renzi. Ma non solo”

PESARO – Faccia a faccia tra Matteo Ricci, nella prima conferenza Stato Città, e il ministro Cancellieri. “Ribadirò la necessità di rivedere ancora patto di stabilità e tagli a enti locali su scuola e strade in particolare. Il paese è fermo e sempre meno sicuro….vedremo se il nuovo Governo partirà da questo…”

Ricci a Omnibus

In mattinata, dagli studi televisivi di Omnibus su La 7 il presidente della provincia di Pesaro e Urbino era stato chiaro anche su Renzi: “Tagliare risorse agli enti locali ha creato un enorme problema economico. Ora tutti hanno capito che in questo modo i territori, non pagando più nessuno e non facendo più mezzo lavoro, hanno contribuito alla recessione. Fortunatamente nell’ultimo decreto c’è una prima inversione di tendenza, importante ma non ancora sufficiente. Affrontare con serietà il tema degli enti locali significa discutere di crescita, investimenti e tenuta dello Stato sociale. Anche per questo il Pd deve ripartire dai suoi amministratori. E’ partita la fase di ricostruzione del Pd intorno a una nuova generazione. Le categorie fin qui conosciute appartengono al passato. Penso che si andrà al congresso in tempi rapidi, c’è una nuova generazione in campo. Che è Renzi ma non solo. L’Italia si salva se dà un ruolo nuovo agli amministratori locali, perchè negli ultimi anni sono stati in prima linea a fronteggiare la crisi, la conoscono meglio di altri e forse possono dare soluzioni per uscirne. Si sono confrontati con risorse calanti e bisogni crescenti e possono diventare un elemento di rinnovamento della classe dirigente. Tutti i partiti, ad iniziare dal Pd, ora devono coinvolgere sempre più i loro sindaci. Diventeranno sempre più importanti per cercare la rotta giusta nei prossimi mesi”. Poi, su Fb, la sottolineatura: “Anche la categoria bersaniani, renziani è superata. Capisco che non è facile ma bisogna guardare avanti e ricostruire… non servono tifosi servono più pontieri e ricostruttori… La vedo così”.

Più nel dettaglio sul Governo: “L’agenda del governo? Occorre partire dalla diminuzione delle tasse sul lavoro. C’è bisogno di ridare potere d’acquisto ai ceti medio-bassi e ossigeno alle imprese. Questà è la priorità delle priorità. Serve poi riformare complessivamente lo Stato , le Camere, parlare di Regioni, decidere chi fa che cosa a livello degli enti locali. Su questo si può trovare una convergenza. Ma se si pensa di abbassare il debito pubblico massacrando la coesione sociale e il welfare, la sanità, la scuola, è chiaro che il Pd non potrà essere d’accordo. Per questo sarà fondamentale mettere in fila le cose da fare. Il governo nascerà sulla spinta di Napolitano con le migliori intenzioni, ma meno sono i punti programmatici più la cosa è credibile. La situazione è complicata. Il punto vero è dare un governo al Paese in un momento drammatico. Tale è il senso della strigliata di Napolitano. A questo senso di responsabilità è chiaro che il Pd non può sottrarsi, ma non sarà facile spiegarlo ai nostri elettori

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