Markovski: “Il futuro della Vuelle non mi preoccupa”

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26 aprile 2013

PESARO – Scavolini in emergenza, mancano Crosariol (infiammazione al tendine di un ginocchio), che ha interrotto l’allenamento di mercoledì, e Bryan (mal di schiena) che non partecipa al lavoro del giovedì pomeriggio. Markovski prova a scherzarci su e invita il direttore sportivo, John Ebeling, a cambiarsi per allenarsi con il resto del gruppo.

Coach Zare Markovski (foto Fraternale Meloni)

Pochi minuti prima, il coach biancorosso aveva espresso soddisfazione per l’impegno dei giocatori.

“Abbiamo una squadra di buoni lavoratori. Da quando abbiamo cominciato a vincere, siamo a 8 successi e 6 sconfitte. Un ritmo più che da playoff. Mi complimento con tutti per la voglia che ci mettono anche adesso che siamo salvi…”.

Tanto che giovedì mattina Amici e Tortù si sono allenati al tiro nel campetto all’aperto del Basket Giovane.
“Mi fa piacere saperlo, perché in questo vedo una risposta alla scelta di puntare su Amici. Nell’ultima partita, a Montegranaro, ha giocato 19 minuti, praticamente un tempo. Ed è rimasto in campo nei momenti cruciali di certe partite. Gli stiamo confermando che lavorare con il massimo impegno è un investimento su se stesso, ma anche la risposta migliore alla fiducia concessagli. Sono convinto che se non fosse utilizzato così, giovedì mattina non l’avrebbe visto al Basket Giovane”.

A Porto San Giorgio si è rivisto Andrea Traini, che ha ringraziato, raccontando il suo bisogno di scacciare la paura.
“Ha giocato  bene. Avevo dimenticato di informarlo, nello spogliatoio, allora sono corso in campo per dirgli di fare un riscaldamento prepartita perché avrebbe iniziato subito. Ha reagito in maniera super. Era importante che finisse la stagione da giocatore, ma non in una partita normale, quando il risultato non conta più. Giusto dargli spazio in una gara da vincere. Adesso avrà tutta l’estate davanti per recuperare, lasciandosi dietro il ricordo dell’infortunio. Davanti deve avere solo la prossima stagione”.

Vi attende la capolista…
“Una squadra che gioca in scioltezza, convinta dei propri mezzi, sia tecnici (con Green, Ere e Šakota), sia fisici (con Dunston e Banks). Il nostro compito sarà, ancora una volta, diminuire il loro valore ed esaltare il nostro”.

Cimberio senza Polonara, ma con Dejan Ivanov: cosa cambia?
“Avrà più gioco interno, più rimbalzi offensivi. Ivanov ha fatto vedere, nella precedente esperienza a Montegranaro, di produrre più rimbalzi in attacco che in difesa. Nelle ultime due giornate della stagione regolare, Varese farà le prove generali per capire cosa può aspettarsi dal bulgaro nei playoff”.

Pensa che Varese sia in grado di ripetere la stagione degli Andrea Meneghin e dei Pozzecco e vincere lo scudetto?
“Credo che oggi siano ancora più vicini. Quella volta furono una sorpresa. Allora c’erano tante squadre accreditate, a iniziare dalla Benetton. Oggi hanno praticamente vinto la stagione regolare, andando in difficoltà solo nella finale di quel piccolo playoff che sono le Final Eight di Coppa Italia. Avranno il vantaggio del fattore campo, è tutto nelle loro mani ed è legittimo tentare di confermarsi nei playoff. Magari non hanno l’organico migliore, ma hanno trovato il modo di fare meglio anche di chi è più blasonato di loro”.

L’Andrea Crosariol che la Vuelle ha restituito al basket italiano merita la convocazione in Nazionale. Il pensiero di Markovski?
“Una premessa: non conosco Cusin. Per me Crosariol è il migliore lungo italiano. La scelta della Scavolini è stata vincente”.

Prima della partita contro Milano, forse ci furono troppe pressioni, troppe attese per Rok Stipčević, che sbagliò gara. In vista di Varese, dove tornerà da poco apprezzato ex, sarà meglio lasciarlo tranquillo…
“Ho letto una bella intervista (scritta da Camilla Cataldo per il Messaggero Pesaro; ndr), in cui – giustamente – Rok ha sottolineato che il pubblico di Varese dovrebbe giudicarlo per quello che ha dato alla Cimberio, ma anche lo stimolo che ha un giocatore di andare a Milano e disputare l’Eurolega”.

Lei non ha partecipato al pranzo nella mensa delle Cucine Scavolini in cui si è parlato del futuro della Vuelle. A tal proposito, che sentimenti sta vivendo, mentre la Pesaro cestistica sembra preoccupata?
“Non sono preoccupato! Vedo una società rodata, con la presenza fondamentale di Valter Scavolini che vanta un’esperienza ultra trentennale e la serietà dei membri del Consorzio che io conosco. Cercheranno di dare il massimo di quello che possono. Sono imprenditori seri, gente seria. Comunque andranno le cose, sono testimone che stanno facendo di tutto per continuare questa bella storia. Sono convinto che quello che dicono, e promettono, è vero. Semmai la preoccupazione è per chi potrebbe dare una mano  non lo fa. La Victoria Libertas funziona bene, ma anche una bella macchina ha bisogno della benzina. La verità, rapportata ad altre realtà, è che qui si si lavora seriamente, con gente corretta, con un settore giovanile importante… Il problema sono tutti i costi, a iniziare dalle tasse gara, che fanno crescere il costo necessario per portare avanti correttamente la stagione. Se sei serio, ovvio. Perché altri non fanno altrettanto. Io credo che da parte di tutte le componenti sia necessario capire il momento, che non è facile. Serve buon senso”. Zare Markovski, non solo allenatore; ha esperienza tale da potersi permettere consigli a chi gestisce il gioco della palla a spicchi, sempre più a spicchi e meno intera.

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