Accompagnati dal maltempo e da gente fantastica

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30 aprile 2013

Quando si trova un rifugio così, per Raffaele è una festa

Quando si trova un rifugio così, per Raffaele è una festa

PESARO – Raffaele Pierotti e Oana proseguono la marcia di avvicinamento alla Francia. L’uomo e la cavalla sono diretti a Lourdes. Intanto, devono soffrire il tempo che non riesce a essere stabile…

“Cavalcai sotto la pioggia, acqua sopra che rimbalzava sul cappello, acqua sotto, a scivolare a ondate regolari sulla strada. Con lo stomaco in disordine da due giorni affrontai la pioggia quella mattina dopo essere stato accolto come un re dalla bravissima gente di Gragnana, nel Comune di Carrara. Tutti a correr di qua e di là per me, io che son solo e di passaggio; tutti a offrire un campo d’erba per Oana. Diego mi porta in un bel recinto, Jacopo me ne mostra altri, Lucia mi vuole per cena, Graziano si premura per il mio cavallo, Michela vuol scappare con me fino a Fatima, Matilde di 4 anni continua a guardarmi come se ora il suo piccolo mondo si fosse spinto un poco più in là. Alla fine, tirato da ogni parte, mi fanno ubriacare e vado a letto con l’universo dentro me, stravolto.

“Ma ragazzi, non sapete che spettacolo notturno c’è stasera: la luna è talmente grande da volersi divorare un paesaggio da fiaba, talmente  avvolto da carezze di nebbie che si sollevano lentamente da rendere tutto misterioso. Viene fuori la mia anima, si aggroviglia a quella luna che si è presa i miei ricordi. E ora eccoli lì, nostalgici, seduttivi, benefici. Il colore rosso tenue e vellutato di alcuni paeselli sembrano tocchi di pastello, la solidarietà di questi nuovi amici si insinua nelle crepe del tempo, le dilata, mi mostra la genuinità, la spontaneità. Ubriaco ma non troppo, nel sacco-letto concludo il venerdì. E mi sveglio con la pioggia che ti obbliga a richiudere i sentimenti espansivi, a tenerli dentro, a montare a cavallo infilato nell’impermeabile, a sentire i tuoi cani che ti mordono e ti spingono via, quasi senza nemmeno salutare.

“Si sale di quota, una farmacia nasce come un fungo da quella nebbiolina, chissà come, chissà dove. E dopo gli acquisti Gianni l’attore mi augura buon viaggio con quel gusto di recita che appartiene a chi ha compreso che tipo di impresa si sta conducendo. Poi un muro d’acqua mi fa abbassare la testa e come un gladiatore la attraverso cocciuto. Ma assaporo la sconfitta perché la mia strada incoccia un capanno dal tetto spiovente e una bella tettoia, un bel campo d’erba e un recinto che delimita una costruzione e un capanno usati per campeggiare. Oana dentro il recinto e io nella capanna con la tettoia. Dissello quindi il cavallo e accendo il fuoco nel pavimento di cemento all’interno. Per il resto sabato, la notte, domenica fino a lunedì, continua a cadere acqua dal bel cielo della Garfagnana. E rimango lì tutto il tempo. Ma lunedì mattina, dalle 3 alle 6 la violenza di un temporale si scaglia con forza, lanciando maledizioni e oscenità, attaccando senza sosta. Beh, la capanna ha retto l’urto. Non oso pensare se fossimo stati a dormire all’aperto…”.

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