Skipper accusa: “Il porto senza fari è pericoloso”

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1 maggio 2013

PESARO – Una festa, come sempre, ma nell’occasione accompagnata da proteste legittime sulla sicurezza del nuovo porto.

La festa è quella legata alla regata velica Pesaro – Rovigno – Pesaro. Tanta gente al porto, a salutare i velisti, ad ammirare le imbarcazioni, in particolare il caicco “Regina Isabella” che ha accompagnato in Croazia la delegazione della Provincia. Grande attenzione, ancora una volta, ai prodotti enogastronomici arrivati da Rovigno. Un vero e proprio assalto. Il porto si è animato dal mattino fino alla partenza, pure in una giornata non felice dal punto di vista meteorologico. Ancora meno esaltante la notizia riguardante la sicurezza del nuovo porto, dei nuovi moli. Come ha stigmatizzato Boris Radolović, skipper di “Canarino Furioso”, imbarcazione da regata iscritta allo Jedriličarski Klub. Uljanik Plovidba Pula, la storica Pola della splendida Istria. “Partecipo da vent'anni alla Pesaro – Rovigno – Pesaro e in passato ho partecipato ad altre importanti competizioni veliche, in Adriatico nel resto del Mediterraneo. Mai però mi era capitato di avere difficoltà a entrare in porto...”.

Cosa le ha impedito di farlo?

Il porto di Pesaro non ha i fari che segnalano l’entrata, quelli con le luci rossa e verde…”. La luce verde è a dritta, la luce rossa a sinistra.

Beh, come figura niente male. Si è fatta l’inaugurazione in pompa magna, ma il porto non è in sicurezza. E la notte tra lunedì e martedì, quando sono arrivate le imbarcazioni della prima manche, partite alle ore 11 da Rovigno, c’era nebbia…

Ed era buio. Sarebbe stato importante per noi vedere le luci nella notte scura. Niente! Ho girato per più di un’ora prima di trovare la direzione giusta ed entrare in porto. Avrei vinto la manche, ma prima ancora del risultato sportivo è necessario garantire la sicurezza dei naviganti…”, che – come racconterà fra qualche riga uno skipper storico – potevano finire contro gli scogli.

Come Boris, anche gli skipper delle altre imbarcazioni – italiane e croate – arrivate da Rovigno hanno avuto difficoltà a entrare in porto.

Michele Cinquepalmi, storico skipper di Chica Magnum, l’imbarcazione appartenuta all’indimenticabile Rinaldo Gasparini, è costernato.

La voce è girata subito… In verità manca anche il nautofono (l’avvisatore acustico; ndr). Immagino che per uno straniero che non conosce il porto di Pesaro sia poco simpatico arrivare di notte. Una volta c’erano solo i due moli, quello di ponente e quello di levante: si puntavano le luci e si entrava dritti. Adesso – con i nuovi moli – ci sono le banchine e in una notte buia e di nebbia, senza le segnalazioni luminose, si rischia di trovarsi con la barca sopra gli scogli. Spero che si provveda urgentemente a installare le luci segnaletiche. Le autorità preposte dovrebbero ascoltare le lamentele, in particolare quelle di chi viene da fuori… Non dimenticando che accade anche a qualche pesarese di sbagliare ed entrare nel fiume Foglia!”.

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