“Skipper invidiato? Non conoscete le donne”

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4 maggio 2013

PESARO – La terza e ultima prova della Pesaro – Rovigno – Pesaro, regata velica d’altura internazionale “sulla rotta dei trabaccoli”, è iniziata alle 11 e le imbarcazioni partecipanti stanno cercando il vento che le accompagni a Pesaro.

 

Ricordiamo che la prima prova era stata vinta da dall’imbarcazione triestina “Tasmania” dello skipper Antonio Di Chiara, che dopo 15 ore 45 minuti e 30 secondi aveva preceduto il croato Boris Radolović, skipper di “Canarino Furioso” II, arrivato a Pesaro con un ritardo di 4 minuti e 50 secondi. Per la cronaca, pubblicata in esclusiva da www.pu24.it, lo skipper croato aveva esternato legittime proteste, ritenendo di essere stato danneggiato dal… nuovo porto di Pesaro, inaugurato pochi giorni prima malgrado sia privo delle più elementari misure di sicurezza per i naviganti, che nel caso sono la mancanza dei fari con luci verde e rossa che segnalano l’entrata. Come abbiamo riportato, Radolović ha spiegato di avere girato per circa un’ora, al buio e nella nebbia, senza trovare l’entrata.

 

Una pessima pubblicità per una struttura che dovrebbe dare una sterzata all’economia del settore marino. Se il buongiorno di vede dal mattino, c’è da essere preoccupati.

 

Cinquepalmi e le ragazze in fuxia

La seconda prova è stata vinta da “Orlanda”, del riminese Sammarini, che ha completato la traversata da Pesaro a Rovigno in 13 ore e 59 minuti e preceduto lo skipper pesarese Edo Ziccarelli, al timone di “Moon Shine”, l’imbarcazione progettata da Paolo Cori. Ziccarelli ha accusato un ritardo di 4 minuti. Dopo oltre un’ora è arrivato “Salinigi”, lo splendido maxi di Paolo Andreani, che ha preceduto “Shear-Terror” di Pieralberto Setti, “Chica Boba II” con al timone Luca Cinquepalmi, “Irina” di Maurizio Guglielmo, “Chica Magnum” timonato da Michele Cinquepalmi, “Magoo-Vulcangas” di Daniele Mazzotti, “Lucifera” di Giovanni Pierini e “Fragolina” di Omero Giangrandi. Dopo le prime dieci, sono arrivate altre 35 barche che hanno concluso entro il tempo massimo a disposizione (25 ore). Altre 27 fuori tempo massimo.

 

Fra i primi sette, Luca e Michele Cinquepalmi, al timone delle due “Chica”. Una sfida in famiglia, con Michele che deve gestire un equipaggio femminile. “Chica Magnum”, più che fucsia è rosa, avendo diciotto donne a bordo.

 

Un onore o un onere? E’ giusto invidiarlo, oppure?

 

“Mi sembra strano che la gente non conosca le donne… Chi mi invidia, non lo conosce. Già, si fa la figura del salame stando tra due donne… Immaginate in mezzo a diciotto… Ancora riusciamo a convivere, anche se ogni tanto non manca qualche battibecco…”.

 

La fanno arrabbiare?

 

“Quando ci sono problemi, mi assento. Le lascio sfogare e poi ritorno”.

 

Negli anni più difficili dei paesi situati oltre Adriatico, quando la guerra dilaniò la Jugoslavia, trasformandola da Repubblica Federativa Socialista, a sette nuovi stati (Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia e Kosovo), la regata fu molto importante. Di là si sparava e si bombardava, ma da Pesaro le barche partirono ugualmente, cariche di viveri e medicinali. Un grande significato: il mare unisce, non divide. La regata che sta per concludersi è la ventinovesima edizione della Pesaro – Rovigno – Pesaro. A distanza di così tanto tempo, la manifestazione conserva un significato importante?

 

“Noi ne abbiamo fatte 28, perché nel 1992 “Chica Boba II” era a Caraibi, impegnata nella regata sulla Rotta di Colombo. Il fascino è calato. Rovigno l’abbiamo vista così tante volte… e i rapporti sono cambiati. Una volta quando arrivavano le barche partite da Pesaro, per la cittadina istriana era una festa. Adesso, sono in piena stagione turistica e poco ci manca di infastidirli, visto che occupiamo i posti barca…”.

 

 

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