Passeggiando per Urbino a tempo di… cembalo

di 

9 maggio 2013

di Francesco Pierucci

URBINO – Si diffonde per Urbino una insolita melodia per via Veneto, un’amarcord medioevale. Tra qualche schiamazzo, le chiacchere dei passanti e le normali attività di un qualsiasi giovedì mattina, risuona e attrae l’antica melodia di Vincent.

Vincent, o come orgogliosamente dice di chiamarlo Vincenzo, è un musicista americano che con fierezza ribadisce l’origine italiani dei nonni materni (la nonna era di Perugia e nonno abruzzese, emigrati come molti italiani nei primi del ‘900 negli States).

Durante l’anno fa concerti in negli Usa e in Canada, mentre in primavera gira l’Europa, passando per la Grecia ma soprattutto per l’amata Italia.

E’ la prima volta che viene a Urbino?
“Sì, e sono entusiasta è una città ammaliante, unica”, risponde in un italiano quasi perfetto, limato da una caratterisca inflessione americana.

Da quanti anni suona il cembalo, o meglio il salterio?
“Sono 13 anni, prima suonavo il mandolino, poi un giorno in un negozio di articoli musicali sono rimasto folgorato dal Cembalo, il fratello del vostro Clavicembalo. Mi esercitavo per cinque ore al giorno, quando uno ha la musica nell’anima non è difficile!”

Quali le differenza tra clavicembalo e il suo salterio?
“Il clavicembalo ha le corde pizzicate”.

Come risponde la sua attività alla crisi economica?
“Si sente, ma non ci colpisce come alle grandi aziende”.

Vincenzo rimarrà in Urbino ancora per cinque giorni. Se volete tuffarvi in melodie medioevali dal’anima americana, in una cornice prettamente rinascimentale, cercatelo nelle vie, nelle Piole e nelle piazze e piazzette della città ducale. Ne rimarrete estasiati.

 

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