Raffaele e Oana, dai lupi alle vipere

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10 maggio 2013

PESARO – Avevamo lasciato Raffaele Pierotti e la sua cavalla Oana alle prese con gli ululati dei lupi. Cosa è successo nella notte? Ce lo racconta, come sempre, Raffaele, che ci illustra – con straordinaria delicatezza e rispetto – un incontro con un altro animale, una giovane vipera.

Giovedì 9 maggio. Chissà i lupi con quale preda si sono saziati questa notte… Di primo mattino, con il sole che deve ancora comparire, arrivo in luoghi montani che guardano verso il mare e assomigliano a paesaggi lunari. Anche la luce contribuisce a questo aspetto, appena attenuato da un manto erboso che inizia a sentire la primavera.

La discesa è un inferno per i miei piedi e per gli arti di Oana e mi rende nervoso guardare come per lei risulti più faticoso. Alle 10 colazione alla Cappelletta di Masone, dove la proprietaria mi riempie di pane secco per Oana. Per raggiungere il Passo del Faiallo preferisco prendere l’asfalto piuttosto che il difficile sentiero, veramente faticoso. Lungo la strada trovo la prima vipera schiacciata dalle auto. Al Passo, la “difficoltà” maggiore è svuotare un bel piatto di tagliatelle prima di riprendere il cammino.

Quassù è la valle del vento sussurrante. Sotto le nuvole grevi, ma alte, è simile a una carezza continua. C’è molto silenzio. Lo rompo io che fischio ad alto volume nella grande prateria dei Piani di Lerca. Mi ricorda una vecchia scena che apriva un film di Sergio Leone. Ogni tanto il morso tintinna, spesso gli zoccoli urtano pietre o ci scivolano sopra. Unici rumori assieme al vento, quello che oggi sussurra. Nell’arrampicata che mi lascia ai ricordi, tanto è lunga la vallata, incontro la seconda vipera. Immobile, prende il calore dalle pietre, al centro del nostro cammino. Lei non ci disturba, muove la testolina quando sente i passi pesanti di Oana. Noi non la disturbiamo. Questa è la sua terra e noi siamo solo ospiti, e di passaggio.

Poi, finalmente, abbiamo il mare a sinistra mentre ci dirigiamo al Monte Beigua e andiamo a nord ovest. Dopo due ore di discesa giungiamo sfiniti al Passo dei Giovi, dove, dietro il ristorante Liguria, lussureggianti prati d’erba offrono ristoro a Oana. La provincia di Genova è lasciata dietro. E allora saluto Berardi e Milazzo: so long…

 

Un commento to “Raffaele e Oana, dai lupi alle vipere”

  1. Stefano G. scrive:

    Sempre il migliore mi tico Lele. ….
    Grande persona ….

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