“Volley in pista”, seconda edizione a Padiglione di Tavullia

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10 maggio 2013

PADIGLIONE – Prenderà il via lunedì 13 maggio la seconda edizione del torneo di pallavolo organizzato a Padiglione dai ragazzi della Rebus (operativa di strada). Le partite avranno inizio alle ore 19.30 e si disputeranno nella pista polivalente: ogni sera si “sfideranno” quattro squadre con lo scopo di approdare alla finalissima del 25 maggio.

Rebus nasce come una nuova risorsa per stimolare la creazione di attività del tempo libero e per ampliare la partecipazione dei giovani agli eventi già presenti nei luoghi da loro frequentati, con l’obiettivo di promuovere l’agio, la socializzazione e l’integrazione dei partecipanti.

Questa iniziativa, promossa dall’Ambito Territoriale Sociale n. 1, è rivolta ai giovani dei comuni di Montelabbate, Sant’Angelo in Lizzola, Colbordolo e Tavullia.

In seguito all’esperienza positiva dello scorso anno, i ragazzi di Padiglione hanno manifestato nuovamente l’interesse per organizzare il torneo di pallavolo.

Il gruppo di 5 giovani che ha preso le redini dell’organizzazione, fin dal primo momento ha dimostrato pieno entusiasmo partecipando attivamente e mettendo in pratica tutte le nozioni acquisite nella prima edizione. Creato il progetto, trovati gli sponsor, realizzata la locandina, distribuito i volantini, e mantenuto un contatto con le istituzioni si ha come risultato il torneo “Volley in pista” al quale parteciperanno 10 squadre, tra cui tre di Pesaro (centro giovani “La stanza d’uscita e centro d’aggregazione Geyser e gli educatori della cooperativa Labirinto), una di Bottega, una dell’Apsella, una di Mondaino, oltre a quelle di Padiglione. Un’altra novità di quest’anno sarà la partecipazione dell’associazione Vicolocorto. I giovani volontari europei prendono parte sia collaborando nell’organizzazione sia prestando le loro competenze come arbitri.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere la cittadinanza attiva, l’interculturalità e l’integrazione sociale dove l’accoglienza, l’accettazione, l’ascolto, il sostegno e la valorizzazione delle capacità individuali, sono preferiti al risultato e alla prestazione.

In una società sempre più competitiva il “gioco” ha perso il suo valore principale di “aggregazione” e sano “divertimento”. I ragazzi sono sempre più spinti all’agonismo, ad arrivare primi e ad escludere i “meno bravi” in una logica di selezione naturale. Ciò che conta, invece, non è vincere, ma essere considerati soggetti protagonisti con pari dignità e valore non solo nelle sfide sportive, ma nelle più importanti iniziative della vita sociale, civile e comunitaria.

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