Ebeling: “La VL non fa programmi e rischia di sparire”

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13 maggio 2013

LONDRA – Venerdi 10 maggio, un bar a pochi passi da London Eye, la grande ruota che offre una vista mozzafiato sul Parlamento, il Tamigi e tanto altro di Londra. Cerco un tavolo per fare colazione, ma una voce mi blocca: “Lei non può sedere qui!”. L’accento inconfondibile di John Ebeling, direttore sportivo della Scavolini (non si sa ancora per quanto, spiegherà lui fra poco). Incredibile, incontrarsi nello stesso locale pubblico in una citta cosi ricca di luoghi di ritrovo.

John Ebeling con la figlia Carol all'O2 Arena

John, in compagnia della figlia, è qui per seguire le Final Four. C’è un interesse anche della Victoria Libertas?

“Sono qui per mio interesse personale, perché sono appassionato di pallacanestro e quando posso vado a vedere le Final Four di Eurolega. Ho visto anche quelle giocate a Praga, anni fa. Mi divertii molto e così ho deciso di seguire queste di Londra…”.

Notizie da Pesaro?

“Per quanto so io, non si è mosso alcunché. I tifosi manifestano la loro passione, ma se non si trova qualcuno che affianchi Valter Scavolini sarà difficile andare avanti. Personalmente mi sembra più difficile dello scorso anno. Nell’estate 2012, ho atteso a lungo sperando accadesse qualcosa è alla fine ritornò Valter. Oggi sono convinto che il miracolo non si ripeterà”.

Si è scritto molto di lei in quest’ultimo periodo, in particolare di proposte pervenutele da altre società. Molti, anche fuori dall’Italia, hanno apprezzato l’ingaggio di Tarence Kinsey che adesso sta aiutando l’Unicaja Malaga a conquistare i playoff. Insomma, ha saputo scegliere…

“Solo che quando non ci sono i soldi si fa una grande fatica a ingaggiare giocatori interessanti. Se hai una certa cifra, magari anche limitata, ma te lo dicono in tempo, qualcosa puoi combinare usando il cervello per convincere un buon giocatore a venire alla Scavolini. Con Kinsey ci sono riuscito promettendogli di lasciarlo libero con la squadra salva. Credo di aver fatto un buon lavoro l’anno prima prendendo giocatori come White, Jones e Hickman. Fu molto difficile, ma riuscimmo nell’intento. Questa stagione ha proposto difficoltà tre volte maggiori”.

Ebeling resterà a Pesaro?

“Vorrei restare. Tutti vorrebbero restare, ma la mia paura è che Pesaro non ci sarà. Il problema è tutto qui. Lo scorso anno aspetti fino al 25 luglio, ma adesso non posso permettermelo. Ho famiglia e devo lavorare…”.

Qui a Londra ho incontrato Jordi Villacampa, grande campione del passato, oggi presidente della Joventut Badalona. Avete giocato insieme. Parlando delle oggettive difficoltà economiche con cui deve convivere la pallacanestro, Villacampa ha spiegato che non ci sono alternative al settore giovanile: il vivaio deve alimentare la prima squadra e magari – con la cessione dei cartellini – incrementare il bilancio. È l’unico progetto…

“Lo scorso anno avevo pensato di ingaggiare giocatori giovani per farli crescere, ma il grande problema della Scavolini è che fa programmi annuali e nessun contratto pluriennale. Immaginate con i giovani… Così non puoi neppure capitalizzare il lavoro fatto. Io volevo confermare, a stagione in corso, sia Hackett sia Hickman, anche per guadagnare qualcosa in caso di richiesta di altre squadre. Come ha fatto Cantù con Markoishvili. Daniel interessava anche al Barcellona (come anticipato, allora, da www.pu24.it; ndr). Tutto questo non mi era permesso. Di conseguenza potete immaginare le fatiche che si fanno per allestire la squadra. Rifarla ogni anno, avendo sotto contratto tre soli giocatori è un’impresa. Prima o poi fai un buco nell’acqua. Nella stagione appena finita siamo stati fortunati adaggiustare il gruppo in corsa, ma non sempre ti va bene. Biella ci ha provato, spendendo più di Pesaro, ma alla fine è retrocessa”.

Ebeling è amareggiato?

“Di più: arrabbiato. Pesaro è una bella città per fare pallacanestro, con una grande storia alle spalle. Non intendo possa sognare di stare al vertice; mi sembra impossibile visti i tempi e le disponibilità, ma lottare per i playoff, puntando almeno all’ottavo posto, questo sì. Invece non puoi lavorare per il futuro, devi pensare sempre all’immediato. Se si deve attendere fine luglio o inizio agosto per prendere i giocatori, preferisco tirarmi indietro, lasciando il posto a uno più bravo di me”.

Un commento to “Ebeling: “La VL non fa programmi e rischia di sparire””

  1. STEFANO GIAMPAOLI scrive:

    Non è da oggi che stimo Ebeling; lo si può capire dall’articolo sottostante che ho fatto pubblicare lo scorso anno. Lui, uno di noi, è arrabbiato come lo siamo noi tifosi. Purtroppo la considerazione che mi viene da fare oggi è la seguente: O si vince o si perde insieme. La Vuelle, come altre realtà cittadine, non sembra avere una classe dirigente capace di pensare a cosa è utile per la società. Il problema della Vuelle, di Pesaro, è di non avere classi dirigenti all’altezza dei tifosi, dei cittadini. Bisogna, purtroppo, prenderne atto.

    John Ebeling della Scavolini Siviglia (uno di noi)

    All’occhio del tifoso non è sfuggita l’intervista di John Ebeling, il direttore sportivo della Scavolini Siviglia. John Michael è il suo nome completo ma da ora lo chiameremo famigliarmente solo “John”. E’ il prototipo dello yankee. Nell’immaginario collettivo del popolo biancorosso può ricordare il mitico Mike D’Antoni; simili caratteri somatici, entrambi doppia cittadinanza, medesimo aplomb. Forse la caratteristica che più li accomuna è la capacità di re-oriented (orientare di nuovo). John, prima di diventare dirigente, è stato un buon giocatore; questa esperienza sul campo l ’ha sicuramente aiutato a costruire percorsi pienamente soddisfacenti per i giocatori biancorossi. John oggi ci ha raccontato la “squadra da dentro” e gliene siamo grati. Ci ha confermato quello che avevamo intuito vedendo giocare la Scavolini Siviglia: “La nostra squadra è molto unita, nonostante personalità diverse. … qui il livello professionale è molto alto e si lavora per stare compatti.” Ci ha ricordato che per emergere nello sport, soprattutto nel basket, servono personalità e carattere e che queste doti non mancano ai nostri “guerrieri”. Ci ha fatto intravedere le problematiche esistenziali di questi giovanottoni che hanno radici lontane dalla nostra piccola città provinciale. “Io cerco di dare anche consigli a questi ragazzi perché non sprechino il tanto tempo libero che hanno, una volta finito l’allenamento”. Allora l’occhio del tifoso lancia un appello ai giovani tifosi biancorossi: Siate accoglienti, agevolate l’inserimento dei nostri beniamini, fateli sentire pesaresi! La sociètà Scavolini Siviglia, in questa direzione, potrebbe pubblicare gli hobbies di ogni singolo giocatore. Uniti si vince! Se non ci credete, chiedetelo a John Ebeling …

    Pesaro, li 02.02.2012 STEFANO GIAMPAOLI

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