Scavo, la dead line in realtà è il 18 giugno

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13 maggio 2013

PESARO – Mentre sono in pieno svolgimento i playoff, con Milano, Sassari e Varese sul due a zero e Roma e Reggio Emilia in parità, i tifosi pesaresi si apprestano a vivere la prima di tante settimane di sofferenza per la loro Vuelle, con la scadenza del 31 maggio che si avvicina, senza avere ancora in mano niente di concreto a livello di nuovi e vecchi sponsor.

Ma attenzione, la data di fine maggio non è tassativa, ma è stata indicata dalla dirigenza pesarese come il punto di non ritorno, entro il quale realisticamente le trattative avviate dovranno giocoforza concludersi. Però a termine di regolamento c’è tempo fino al 18 giugno per confermare la regolare iscrizione in LegaBasket e per pagare la relativa fideiussione, quello che forse non è ancora del tutto chiaro è che la Victoria Libertas fa ancora pienamente parte della massima serie e, diversamente da altre realtà, i conti biancorossi sono in ordine e al 16 maggio non ci dovrebbero essere sorprese, con tutti i contributi e gli stipendi pagati regolarmente per non incorrere in sanzioni da scontare nel prossimo campionato.

Guardando sempre il regolamento, non c’è scritto da nessuna parte che bisogna avere due e milioni e mezzo di euro per disputare il campionato, cifra minima indicata dal Consorzio, ma le regole da rispettare sono sostanzialmente due: la prima è di avere tutti i conti in ordine, senza debiti pregressi e aver pagato regolarmente la quota di iscrizione che si aggira intorno ai duecentomila euro, la seconda è di avere durante la stagione un montepremi stipendi dei giocatori che arrivi almeno a ottocentomila euro, per non rischiare di avere squadre composte da soli juniores che falserebbero la regolarità del campionato.

I tifosi della Vuelle contro Montegranaro. Foto Ceccarini

Queste sono le due principali regole da rispettare per iniziare il campionato, poi naturalmente durante il corso della stagione ci saranno da seguire altre norme e pagare regolarmente stipendi e contributi, ma a bocce ferme nessuna società può garantire al 100% di poter arrivare al prossimo maggio 2014 con tutte le pendenze regolarmente pagate.

Quello che non siamo riusciti a comprendere fino in fondo è il motivo per cui solamente la Vuelle ha dichiarato pubblicamente di non essere in grado di partecipare al prossimo campionato, mentre società come Montegranaro che faticheranno a chiudere in pareggio l’esercizio precedente, manifestano un ottimismo sconosciuto in riva al Foglia, affermando di essere fiduciosi di risolvere i loro problemi.

Se non ci fosse neanche un euro in cassa, non inizieremmo neanche il discorso, se tutte le società facenti parti del Consorzio avessero dato forfeit, inizieremmo a suonare il de profundis, ma se la base di partenza è intorno al milione e duecentomila dichiarato più il contributo della Banca delle Marche che potrebbe essere vicino ai trecentomila euro, diventando così primo sponsor in attesa di nuovi partner, si inizierebbe da un milione e mezzo con possibilità di arrivare vicino ai due bussando con insistenza a ditte come Teamsystem e Eden Viaggi disposte ad aumentare il loro contributo, andando a chiederli a ditte finora fuori dal giro, ma che hanno un buon capitale da investire (Renco?) e con la speranza che patron Scavolini dopo il legittimo rigetto di questi giorni, aumenti di qualcosina il suo contributo, anche se ormai è chiaro che non dobbiamo più sperare che sia sempre lui a salvare capre e cavoli.

Questo senza neanche accennare ai contatti che si sono avviati in questi giorni, con sponsor di fuori regione e in un caso anche di fuori nazione, trattative difficili e molto complicate per lo scarso appeal che il basket italiano ha in termini di visibilità mediatica e di ritorno economico, ma in ogni caso non ci sembra che dare per morto qualcuno quando ancora respira regolarmente, sia la cosa ideale per attirare i pochi “pazzi” disposti ad investire in una squadra di pallacanestro italiana. Capiamo che sia giusto preparare la città al peggio, cosa che al gm Montini riesce benissimo, ma arrendersi senza combattere non rientra nel DNA di chi ne ha viste tante sia a livello sportivo che economico, se otto anni fa quel “gentiluomo” di Amadio aveva lasciato una situazione economica disastrosa, che purtroppo non consentiva un salvataggio in extremis, in questa primavera del 2013 la situazione non è ancora a quei livelli e la Vuelle stavolta è in mano ad un Consorzio composto da pesaresi che amano la pallacanestro e sono disposti ad ogni sacrificio per non far morire troppo presto un sogno.

Parlando con le tante persone che ogni giorno ci chiedono notizie sulla Vuelle, abbiamo constatato che esistono diverse correnti di pensiero:

La prima è quella di gente che preferirebbe ripartire dalle serie inferiori, con la speranza di iniziare un progetto pluriennale che ci riporti tra qualche anno in serie A con i conti in ordine, ma ripetiamo non è questo il problema attuale della Vuelle, affidandosi ai giovani (ma il settore juniores pesarese non dà nessuna garanzia) e ai famigerati pesaresi a chilometro zero, cioè atleti della zona che farebbero risparmiare vitto e alloggio, ma i casi Maggioli e Cinciarini dovrebbero far capire che da noi “ nemo è profeta in patria”.

 

La seconda è cavalcata dall’onda più pessimista, quella che afferma che se si deve soffrire così tutti gli anni sarebbe meglio staccare definitivamente la spina e trovarsi qualcos’altro da fare alla domenica pomeriggio, tanto i tempi di Daye e Cook non torneranno più e la pallacanestro a Pesaro è destinata a sparire prima o poi, tanto vale farlo adesso.

La terza pensa che l’eventuale anno in Legadue, sia un breve purgatorio che vedrà la Vuelle risalire prontamente, ricordandosi magari l’ultima volta che vi abbiamo partecipato nel 2006 (ma erano i tempi di Myers, Hicks e Podestà) e scordandosi che per uscire vincenti da quel immenso calderone che sarà la prossima Legadue a 32 squadre, servirà un’impresa titanica e trovare sette italiani di livello per affiancare i soli tre stranieri schierabili.

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La quarta vede le persone che, consapevoli del grave momento economico dell’economia nazionale e del basket in particolare, preferiscono andare avanti anche con una squadra fatta per salvarsi, come nella stagione appena conclusa, capendo che comunque rimanere in serie A è vitale per non far svanire l’entusiasmo della piazza e per non essere esclusi dal giro che conta, quando l’economia nazionale riuscirà a ripartire (prima o poi questa crisi è destinata ad esaurirsi), sapendo che esistono tanti modi per risparmiare i soldi nella costruzione di un roster, tagliando magari lo stipendio di qualche dirigente e scegliendo i giocatori con maggior accuratezza.

 

Se volete, fateci sapere qual è il vostro parere in proposito e a quale categoria di pensiero vi sentite più affini, chi scrive pensa che ci siano ancora margini di manovra per non abbandonare la serie A ed è disposto ad un altro anno di sofferenza, pur di rimanere nell’elite della pallacanestro italiana, una volta perso il treno giusto non sarà affatto semplice risalirci e si rischia di vagare nelle serie minori per diverso tempo, poi se si farà la Legadue ci adegueremo, ma per adesso la Vuelle è ancora in serie A e deve fare tutto il possibile per restarci.

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