Queen Elisabeth incendiata… ma solo è una simulazione

di 

15 maggio 2013

Esercitazione SEASUBSAREX 2013 Guardia costiera di Pesaro

Esercitazione SEASUBSAREX 2013 Guardia costiera di Pesaro

PESARO – Nella mattinata odierna si è svolta un’esercitazione complessa di ricerca e soccorso in mare denominata “SEASUBSAREX” 2013, sulla base delle attività addestrative disposte annualmente dal comando generale del corpo delle Capitanerie di Porto, che quest’anno ha interessato l’ambito di giurisdizione del Compartimento marittimo di Pesaro.

Il fine cui tende l’esercitazione è quello di mettere alla prova con il massimo realismo, l’Organizzazione S.A.R. (Search And Rescue) atteso che l’ipotesi prevede oltre che il soccorso in mare anche l’assistenza a terra ed il trasporto dei feriti e verificare particolarmente:

– le capacità tecnico-operative dei mezzi navali SAR di cui dispone la guardia Costiera e dei relativi equipaggi, l’attuazione delle procedure di soccorso, la tempestività degli interventi in mare, l’efficienza delle telecomunicazioni, il livello addestrativo del personale coordinatore dell’operazione SAR e di quello imbarcato sulle unità navali partecipanti all’esercitazione nonché la disponibilità di mezzi e personale appartenenti a Comandi/Enti di altre Forze di Polizia/Amministrazioni che possano utilmente intervenire

Queen Elisabeth

La Queen Elisabeth

L’esercitazione, svolta sotto la supervisione e il coordinamento della direzione Marittima di Ancona, ha previsto l’attivazione della catena dei soccorsi a seguito della chiamata di emergenza pervenuta alla sala operativa della Guardia Costiera di Pesaro, da parte della motonave trasporto passeggeri “Queen Elisabeth III” con a bordo 45 passeggeri e 3 membri di equipaggio che, in navigazione a 5 miglia al largo del porto di Pesaro, a seguito di un grave incendio a bordo richiedeva nell’immediatezza assistenza sanitaria a causa del ferimento di un membro dell’equipaggio che, per tale motivo, andava immediatamente evacuato e successivamente con l’aggravarsi della situazione chiedeva soccorso per l’evacuazione di tutti i passeggeri presenti a bordo.

La sala operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Pesaro, ricevuta la segnalazione di pericolo, attivava immediatamente le procedure previste dai piani operativi per tali situazioni provvedendo all’immediato invio in zona della motovedetta specializzata per i soccorsi in mare CP 872, allertando nel contempo, anche la sala operativa del 118 di Pesaro per l’imbarco di un team medico a bordo della dipendente unità CP2086, per l’evacuazione del ferito grave.

Si provvedeva, inoltre, ad informare dell’emergenza la sala operativa del 7° centro secondario di Soccorso marittimo di Ancona, il quale, considerato la gravità dell’evento e il numero dei passeggeri coinvolti a bordo dell’unità, provvedeva ad avocare a sé la gestione del soccorso ed il coordinamento delle relative operazioni, coinvolgendo, per il tramite della Capitaneria di Porto di Pesaro:

  • La locale Prefettura per la gestione dell’evento a terra e, in particolare, per l’impiego delle forze di Polizia (Polizia di Stato, Comando Provinciale Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale) con compiti di viabilità e flusso/deflusso dei mezzi di soccorso, coadiuvato dagli uomini della Guardia Costiera che ha facilitato il servizio di accosto delle unità soccorritrici;
  • La sala operativa dei Vigili del Fuoco per l’impiego di una squadra opportunamente equipaggiata per collaborare all’estinzione dell’incendio sviluppatesi a bordo dell’unità in difficoltà;
  • Il 118 per l’allestimento in porto di un Punto Medico Avanzato, per garantire sin dalle prime fasi dello sbarco, l’accoglienza e le prime necessarie cure mediche ai naufraghi, prelevati in acqua e a bordo della nave sinistrata dalle unità navali di soccorso intervenuti.

Inoltre, all’esercitazione hanno partecipato attivamente anche la motovedetta CP535 del dipendente Ufficio Circondariale Marittimo di Fano e la motovedetta V2011 del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Ancona, nonché un’unità tipo Crew Boat della Società Bambini operante per l’ENI ormeggiata nel porto di Pesaro, un battello pneumatico del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Pesaro e un battello del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Pesaro che hanno collaborato con i mezzi della Guardia Costiera nelle operazioni di soccorso.

Al fine di garantire un maggior proficuo intervento sui traumatizzati in acqua impossibilitati a muoversi a causa delle ferite riportate, è stato disposto l’impiego anche degli Operatori Polivalenti Salvataggio in Acqua della Croce Rossa Comitato locale di Pesaro, prontamente imbarcati sin dalle fasi iniziali, sui mezzi della Guardia Costiera.

Il personale simulante è stato fornito dalle Associazioni di Volontariato della Croce Rossa della Provincia di Pesaro, e dell’associazione sportiva e di volontariato “Sub-Tridente” e della Protezione Civile di Pesaro tutti coordinati dalla SOUP (sala operativa unificata permanente) della Regione Marche.

Inoltre, ultimate le operazioni di recupero dei passeggeri, è stato simulato un disperso in mare e pertanto, veniva immediatamente attivata un’operazione di ricerca con l’unità navale SAR CP872.

L’esercitazione ha avuto la durata di tre ore circa durante la quale sono stati recuperati tutti i passeggeri sia quelli che si trovavano in acqua sia quelli sulle zattere di salvataggio.

Nel complesso, un ottimo risultato, secondo i coordinatori dell’esercitazione, che testimonia come ormai si sia raggiunto un ottimo livello di standardizzazione delle procedure relative ai soccorsi in mare.

Le esercitazioni rivestono un’importanza fondamentale: la decisione di effettuare la SEASUBSAREX 2013 nelle acque pesaresi, nasce anche dall’incremento dei traffici marittimi  nel medio/alto Adriatico.

Il rischio di un incidente, per quanto remoto grazie al controllo del traffico navale e alle recenti tecnologie radar, resta sempre presente e, per tale motivo, una reazione veloce all’emergenza è fondamentale.

Va ricordato all’utenza il numero blu 1530 per le emergenze in mare, che rappresenta un mezzo di collegamento messo a disposizione dal comando generale del corpo delle Capitanerie di Porto che permette tramite un telefono fisso o cellulare un contatto diretto con la Guardia Costiera dislocata lungo i circa 8.000 chilometri di costa nazionale.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>