La Provincia sblocca 13,2 milioni per pagare le imprese

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15 maggio 2013

Matteo Ricci

Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, la voce dell'Upi nella conferenza stampa sui "pagamenti ritardati della pubblica amministrazione"

ROMA – Matteo Ricci è la voce dell’Upi nella conferenza stampa sui “pagamenti ritardati della pubblica amministrazione”, con il ministro Graziano Delrio, il presidente Anci Alessandro Cattaneo e il presidente dei costruttori edili Paolo Buzzetti. E in parallelo, dopo aver dato la linea delle Province italiane, nella stessa giornata rende noto che “la Provincia di Pesaro e Urbino sblocca 13 milioni e 200mila euro e azzera tutti i debiti pregressi con le imprese fino al 31 dicembre 2012″.

 

PAGAMENTI PA

Le Province chiedevano in termini di spazi finanziari un allentamento del patto per 1,2 miliardi di euro. Dal governo è arrivata una prima risposta. “Ora si prosegua su questa strada, nel 2014 e nei prossimi anni – ha spiegato Ricci – altrimenti sarebbe solo una boccata d’ossigeno temporanea e non servirebbe a molto. Diciamo la verità: per anni lo Stato è stato dentro il patto di stabilità grazie alla liquidità dei Comuni e delle Province. E’ un meccanismo che non funziona. Sono convinto che questo governo, grazie a Delrio e ad altre figure che provengono dagli enti locali, può veramente invertire la tendenza”.

Ancora Ricci:  “Il sistema degli ultimi anni, basato sul centralismo, produce distorsioni: non velocizza le decisioni e lo sviluppo, al contrario determina  recessione”. Su strade e scuole: “Non sappiamo che esito avrà il dibattito sulle amministrazioni provinciali, noi siamo disponibili a ragionare sulla riforma. Lo Stato va snellito, bisogna definire chi fa che cosa. E il nostro non può essere un atteggiamento teso alla conservazione dello status quo. Ma le scuole restano, dentro ci sono i nostri figli e nelle strade ci andiamo tutti. Nel Paese è emergenza manutenzioni straordinaria. Non vorrei che l’opinione pubblica si renda conto della situazione solo quando in futuro accadranno disgrazie. Non stiamo spendendo più un euro né nelle strade né nelle scuole. C’è un problema di pagamenti, ma anche di sicurezza e investimenti”. Per cui, “parallelamente al lavoro che si sta portando avanti sul patto di stabilità, bisogna invertire la tendenza sui tagli. Anche perché non c’è più nulla da tagliare. Se non si fanno più opere pubbliche le imprese locali soffrono. Studiamo meccanismi nuovi: non possiamo più continuare a consumare il territorio. E’ il momento di mettere in campo grandi progetti di trasformazione urbana, partendo da incentivi fiscali e grandi operazioni pubbliche in project financing. L’esempio? Costruire scuole nuove trasformando in residenziale, commerciale o terziario le aree messe peggio e da riqualificare, spesso nei centri storici, dove sono oggi gli istituti scolastici. Andrebbe a vantaggio delle scuole, della sicurezza e dell’economia territoriale”.

 

PESARO E URBINO

E sulla quota di pagamenti sbloccata a livello provinciale, arriva anche il commento dell’assessore al bilancio Minardi: “Finalmente un passo avanti nella battaglia che la Provincia ha combattuto dal primo giorno della legislatura: allentare le regole del patto di stabilità, che ci impediscono di utilizzare le risorse in cassa e pagare le imprese che per noi hanno lavorato. E che hanno il sacrosanto diritto di riscuotere”.

Sintetizza l’assessore: “Ora saremo in grado di pagare le imprese per 13 milioni e 200mila euro. Una cifra importante, un’iniezione di liquidità sul sistema produttivo locale che ricadrà nelle prossime settimane nel sistema economico della provincia. E’ un  atto dovuto”.

Sul futuro: “Abbiamo sempre sostenuto che le regole del patto sono depressive. Devono essere inevitabilmente allentate. Al 31 marzo avevamo a disposizione 20 milioni di euro inutilizzabili. Ora paghiamo tutte le imprese che hanno fatture per lavori in conto capitale fino al 31 dicembre 2012, estinguendo il pregresso. Ed è un ottimo risultato. Ci aspettiamo che il governo allenti ancora le regole del patto per fare ripartire le opere pubbliche da realizzare coi soldi a disposizione degli enti locali”.

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