“Fano trascurata, caro affitti, offerte turistiche non sfruttate: Amministrazione, cosa fai?”

di 

16 maggio 2013

Lettera aperta all’Amministrazione Comunale di Fano

 

di Ilva Sartini (Direttore Confesercenti Fano) e Pier Stefano Fiorelli (Presidente Confesercenti Fano)

 

FANO – L’interminabile crisi economica che stiamo vivendo e la mancanza di prospettive per una veloce ripresa, producono, di giorno in giorno, la crescita di un disagio diffuso, di una preoccupazione e di un malessere sociale che si traducono, quando non in disperazione, in rassegnazione ed isolamento. Condizioni che determinano la mancanza di fiducia nel futuro, generando un pericoloso circolo vizioso.

Più volte abbiamo sottolineato l’importanza di fare squadra e di dare ai cittadini e alle imprese la percezione di una presenza concreta delle istituzioni, che hanno il dovere, tanto più in un momento come questo, di rappresentare un punto di riferimento. Questo sostegno, però, sembra sempre venire meno, a livello nazionale come a livello locale.

 

Ilva Sartini

Ilva Sartini

Fano ha grandi potenzialità turistiche e da più parti il turismo è considerato la migliore delle risorse possibili. Eppure la città non è ancora pronta per l’estate e la bandiera blu non basta per cantar vittoria. Manca, ad esempio, la necessaria manutenzione del verde pubblico in quelle zone, come il lungomare, che dovrebbero essere il biglietto da visita per i turisti. Ci sembra fuori luogo, a tal proposito, la risposta che ha dato l’assessore Riccardo Severi sulla stampa, ovvero che la stagione turistica inizia da metà giugno: in tempi di crisi, la stagione turistica non inizia e non finisce. Vanno sfruttate al meglio tutte le occasioni di promozione e la destagionalizzazione degli eventi, che per altro già Fano persegue con iniziative interessanti come il ‘Superquadshow’ e il ‘nostro’ Festival del Brodetto, richiede sempre una città all’altezza. Ad oggi, inoltre, non conosciamo il programma delle iniziative turistiche che, invece, per funzionare dovrebbe già essere pubblicizzato da mesi e non si è affrontato, malgrado una specifica richiesta di incontro sul tema inoltrata da Confesercenti al Comune a fine aprile, il problema dei chioschi bar e dei ristoranti sulla spiaggia, che ogni anno non manca di sollevare contrasti tra le categorie. Ci piacerebbe, almeno una volta, essere chiamati per conoscere e condividere i progetti, non solo per sentirci chiedere di applicare la tassa di soggiorno.

C’è poi il tema del caro affitti che, soprattutto in centro storico, azzera le possibilità di sopravvivenza di molte attività commerciali, già in difficoltà per la recessione. Anche su questo avevamo chiesto all’Amministrazione di avere un ruolo propulsivo, ad esempio lavorando sulla possibilità di un protocollo di intesa per la diminuzione dei canoni di affitto. Infine, la costante moria di negozi in centro è una ferita aperta non soltanto per l’economia locale, ma anche per la vivibilità della nostra città: meno negozi significa meno servizi, meno socialità e meno sicurezza, tema quest’ultimo particolarmente sentito in questo momento e sul quale non si può abbassare la guardia. Quando, alcuni mesi fa, abbiamo sollevato il problema, l’Assessore Santorelli ha comunicato numeri positivi: ebbene dal nostro osservatorio, ma anche da parte di chi percorre le vie della città, vengono registrate ripetute chiusure.

Sappiamo bene che non ci sono soldi e che le Amministrazioni devono barcamenarsi come possono. Ma davvero non possiamo fare niente per fronteggiare queste situazioni di disagio? Possiamo solo stare a guardare oppure scegliamo di darci una possibilità? Capiamo le difficoltà e non vogliamo alzare inutili polveroni. Quello che chiediamo è il segno di una presenza. Che le istituzioni rappresentino quel famoso punto di riferimento del quale adesso i cittadini e le imprese hanno bisogno. Invitiamo, quindi, l’Amministrazione a convocare un incontro con tutte le realtà del territorio -associazioni di categoria, associazioni dei cittadini, attori economici, realtà impegnate nel sociale- per affrontare insieme i problemi e, là dove possibile, darci delle risposte. Pensiamo che già questo possa rappresentare un passo importante per uscire dall’isolamento, costruire nuove prospettive di ripresa e restituire ai cittadini quella fiducia, nelle istituzioni e nel futuro, di cui hanno bisogno.

 

 

 

 

 

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